Conte e Orlando: “Scriviamo le cose che ci uniscono” per un’Italia in cerca di pace e riforme
Conte e Orlando chiedono unità per un’Italia in cerca di pace e riforme, durante le primarie del M5s.

Il 4 settembre 2026, a Genova, durante la Festa dell’Unità, Giuseppe Conte e Andrea Orlando hanno espresso la necessità di unità e collaborazione per costruire un’Italia in grado di affrontare le sfide del presente. Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha rivolto un appello ai propri iscritti: “Votate Schlein, se la giudicate migliore”. Orlando, esponente del Partito Democratico, ha sottolineato l’importanza di “scrivere le cose che ci uniscono”, evitando divisioni interne che potrebbero danneggiare il progetto di coalizione. La convergenza tra i due leader è stata chiara, anche se le loro posizioni non sono del tutto identiche.
Un’Italia in cerca di pace e riforme
Conte ha accusato il governo di Giorgia Meloni di non aver portato riforme significative negli ultimi quattro anni, sottolineando l’assenza di risposte a temi cruciali come l’inflazione, i salari troppo bassi e la crisi energetica. “Quattro anni di governo, zero riforme”, ha detto, aggiungendo che il programma di coalizione con il Partito della Vittoria (Avs) è già in larga parte condiviso. Orlando ha condiviso questa critica, sottolineando che l’Italia ha bisogno di un progetto che parta dall’autonomia e dall’iniziativa, per diventare un soggetto che costruisce la pace e aiuta l’Europa a farlo.
La guerra è la soluzione ai loro affari. Conte ha anche accusato i grandi gruppi industriali e i fondi di investimento di trasformare la guerra in un’opportunità economica. “La guerra è la soluzione ai loro affari”, ha detto, riferendosi a una politica estera che, secondo lui, è troppo influenzata da interessi esterni. Orlando ha sottolineato che l’Europa non è all’altezza del suo compito, nonostante i tentativi di costruire un’alternativa al governo attuale. “Non è stata capace di chiamare al tavolo India, Cina e gli altri soggetti interessati a evitare l’escalation”, ha aggiunto, riferendosi al ruolo dell’Unione Europea nel conflitto tra Israele e Palestina.
Un’alternativa che non si ferma
Entrambi i leader hanno sottolineato l’importanza di un’alternativa che non si basi solo su personalismi, ma su un programma condiviso. “Dipende da come le facciamo”, ha detto Orlando, riferendosi alle primarie del M5s. Per Conte, le primarie devono essere uno strumento di partecipazione, non una competizione che squalifichi i compagni di viaggio. “Se qualcuno ritiene che sia la candidata più idonea e competitiva, votate Elly Schlein”, ha detto, ma ha anche ricordato che il lavoro deve partire dal programma, non dal leader.
Deragliare proprio nell’ultima curva sarebbe veramente imperdonabile. La convergenza tra Conte e Orlando è stata netta, anche se non priva di differenze. Entrambi hanno riconosciuto la necessità di un’alternativa al governo attuale, ma hanno anche sottolineato che non si può permettere di deragliare proprio nell’ultima curva. “Sarebbe veramente imperdonabile”, ha detto Orlando, riferendosi al rischio di divisioni interne. Per Conte, il lavoro deve partire da un confronto sui contenuti, non da pregiudizi. “Noi dobbiamo costruire le condizioni per il campo più credibile e largo possibile”, ha detto Orlando, sottolineando l’importanza di un’alternativa che non si limiti a un leader, ma a un progetto condiviso.
La strada percorsa dal 2022, quando Pd e Movimento 5 Stelle quasi non si parlavano, è stata misurata da Orlando come un passo avanti. “Abbiamo fatto tutta questa strada insieme. Adesso manca l’ultimo miglio”, ha detto, sottolineando che l’obiettivo è costruire un’alternativa credibile e larga, in grado di affrontare le sfide del Paese. La collaborazione tra i due leader rappresenta un segnale di speranza per un’Italia in cerca di pace e riforme.
