Impatti climatici devastanti sull’agricoltura europea: chiedono un chiaro indirizzo UE
Agricoltura europea colpita da eventi climatici estremi, chiedono interventi UE per adattamento e resilienza

La crisi climatica sta colpendo duramente l’agricoltura europea, con danni significativi segnalati in Slovenia, Austria, Francia e Italia, tra gli altri Paesi. In vista del prossimo Agrifish a Dublino, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti e i rappresentanti del Copa-Cogeca hanno incontrato il commissario europeo Christophe Hansen e il ministro Martin Heydon, in rappresentanza della presidenza irlandese, per evidenziare il diffuso deterioramento del settore. L’analisi del Copa-Cogeca ha rilevato che i Paesi più colpiti sono quelli a sud, centro e ovest dell’Europa, con conseguenze gravi per le colture e la zootecnia.
Impatti climatici su colture e allevamento
Le colture erbacee, come cereali, mais e semi oleosi, hanno subito danni significativi, con perdite che variano dal 20% all’70% in alcune aree non irrigate. In Slovenia, ad esempio, le perdite del mais sono state registrate tra il 50% e il 70%, mentre in Francia si registrano cali del 40%. Anche patate, barbabietole da zucchero e ortaggi hanno accusato un duro colpo, soprattutto in zone con scarsa irrigazione. La frutta, in particolare l’uva, ha subito stress da calore, scottature solari e caduta precoce, con conseguenze gravi in Croazia, Italia e Slovenia. In Croazia, la produzione di frutta è calata del 30%, mentre oltre il 90% degli uliveti non dispone di sistemi di irrigazione.
La zootecnia e i costi crescenti
La zootecnia è sottoposta a una pressione crescente, con riduzione della disponibilità di pascoli e foraggi che ha causato un calo della produzione di fieno. In Ungheria, le perdite raggiungono il 50%, mentre in Germania si registrano cali tra il 30% e il 90% nelle aree colpite. In Italia e in altre regioni, la produzione di latte è già diminuita tra il 10% e il 15%, con impatti negativi anche sul benessere degli animali. La necessità di acquistare mangimi sta aumentando i costi di produzione, alimentando preoccupazioni per il prossimo inverno.
La crisi climatica si aggiunge a una serie di problemi esistenti, come la crisi dei fattori produttivi e i forti aumenti dei costi dei fertilizzanti e dell’energia. Questi fattori stanno generando rischi produttivi, economici, inflazionistici e di sicurezza alimentare che si protrarranno nei prossimi mesi. I vertici del Copa-Cogeca ritengono che le misure attuali siano insufficienti, considerata la dimensione europea e l’ampia diffusione geografica degli impatti. Chiedono, pertanto, una risposta più incisiva e rapida da parte dell’Unione Europea, con interventi che spazino dal breve al lungo periodo.
Chiesti interventi per adattamento e resilienza
Per affrontare la crisi, i rappresentanti del Copa-Cogeca hanno chiesto un immediato sostegno alla liquidità delle imprese agricole, un utilizzo più flessibile degli strumenti della PAC e maggiori investimenti per l’adattamento al cambiamento climatico. Servirebbero interventi sulle Direttive Nitrati, la sospensione del CBAM e l’attuazione dell’Omnibus Food and Feed per snellire la burocrazia e agevolare soluzioni concrete. La futura PAC e l’OCM, insieme al Fondo europeo per la competitività, devono garantire la capacità di investimento necessaria per l’adattamento, l’innovazione, la gestione delle risorse idriche e la gestione del rischio.
La crisi climatica ha reso evidente che gli eventi meteorologici estremi non sono più fenomeni eccezionali. L’agricoltura europea ha bisogno di un chiaro indirizzo politico di lungo periodo e di risorse finanziarie adeguate per costruire la propria resilienza. Gli agricoltori chiedono un’azione concreta e rapida, con un’azione che si estenda nel breve, medio e lungo periodo, per garantire la sostenibilità del settore e la sicurezza alimentare per il futuro.
