Aree interne. Autuoro: “Fare rete e generare bene comune per ogni territorio”

Incontro dei vescovi delle aree interne a Benevento: riflessioni su formazione, rete e sviluppo locale.

Vescovi delle aree interne si confrontano a Benevento su progetti di sviluppo e inclusione sociale
Vescovi delle aree interne si confrontano a Benevento su progetti di sviluppo e inclusione sociale

Un incontro per riflettere sul futuro delle aree interne

L’incontro dei vescovi delle aree interne, svoltosi a Benevento il 1° settembre 2026, ha visto la partecipazione di trenta presuli provenienti da tutta Italia. L’evento, organizzato all’interno della metropolia beneventana, ha avuto come obiettivo condividere buone prassi e individuare nuove prospettive per le comunità che si trovano a confrontarsi con trasformazioni pastorali, sociali e demografiche. Tra i temi trattati, la necessità di fare rete e di generare bene comune, a partire da ogni territorio, è emersa come una priorità. L’arcivescovo di Benevento, mons. Michele Autuoro, ha espresso soddisfazione per l’esperienza, ritenendo che l’incontro abbia arricchito la sua visione delle aree interne e del loro rapporto con la società.

La formazione e la dimensione globale

Durante l’incontro, il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ha sottolineato l’importanza di una formazione che coinvolga sia sacerdoti che laici, per offrire una prospettiva non solo nuova, ma anche globale. Questo approccio, ha spiegato, aiuta a affrontare le questioni con una visione più ampia, che tenga conto delle sfide locali e nazionali. Inoltre, è stato proposto di estendere i corsi teologici a tutti, non solo ai sacerdoti, e di creare sinergie con l’Università, per favorire un dialogo tra fede e cultura. L’idea di un’educazione inclusiva, che coinvolga diversi soggetti, è emersa come un elemento chiave per il futuro delle aree interne.

La formazione è un pilastro per il cammino pastorale. Un caso concreto ha suscitato interesse: una cooperativa nata con il sostegno di una diocesi, ma senza assistenzialismo, che ha coinvolto i giovani e promosso prodotti locali. Questa esperienza ha mostrato come è possibile coniugare sostenibilità ambientale, inclusione sociale e sviluppo locale, mettendo al centro la dignità del lavoro. Per i vescovi, questa proposta rappresenta uno spunto per avviare percorsi simili anche in altri territori, adattando le buone prassi alle specificità locali. L’ascolto e lo scambio delle buone prassi, messe in atto in alcune diocesi, sono stati molto arricchenti per l’intero gruppo.

Il cammino delle aree interne ha assunto una dimensione nazionale, grazie al lavoro di vescovi provenienti da tutta Italia. Il gruppo di lavoro, composto da tre vescovi (mons. Felice Accrocca, mons. Benoni Ambarus e mons. Marco Prastaro), dovrà individuare temi, forme e luoghi per il prossimo convegno, in collaborazione con la Cei. L’iniziativa è nata all’interno della metropolia beneventana, poi si è allargata ad altri vescovi ma con una dimensione di spontaneità, potremmo dire anche carismatica, quindi con un aspetto anche profetico. Adesso il cammino è diventato più maturo ed esige di fare anche qualche passo in avanti. Il bene comune è un impegno concreto per ogni territorio.