G20 Finanze in tensioni: Cina blocca accordi, USA cercano dialogo con Russia e Iran
Tensioni al G20 Finanze: Cina blocca accordi, Usa cercano dialogo con Russia e Iran

Il G20 Finanze, svoltosi a Asheville in North Carolina, ha visto tensioni significative tra i Paesi partecipanti, con la Cina che ha bloccato l’accordo su una navigazione libera e sicura nello Stretto di Hormuz. Mentre gli altri Paesi hanno concordato su una “navigazione libera, sicura e prevedibile”, Pechino ha espresso obiezioni, mettendo in discussione l’effettiva collaborazione tra le economie mondiali. La situazione è ulteriormente complessa a causa delle divergenze su temi chiave come gli squilibri commerciali, le sanzioni contro l’Iran e la crescita economica globale.
La Cina blocca accordi su Hormuz
Il vertice del G20 Finanze ha visto un punto di contatto tra le economie mondiali, ma la Cina ha reso impossibile l’approvazione di un comunicato congiunto finale. La presidenza USA ha dovuto adottare un comunicato separato, a causa dell’opposizione cinese su alcuni punti primari. Il ministro cinese delle Finanze ha espresso preoccupazioni per le continue interruzioni del commercio energetico, ma ha rifiutato di accettare un testo che la mettesse in discussione. La navigazione libera e sicura nello Stretto di Hormuz è considerata essenziale per sostenere una crescita duratura, ma la posizione cinese ha reso difficile raggiungere un accordo.
Scott Bessent: USA cercano dialogo con Russia e Iran
Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha sottolineato l’importanza di dialogare con la Russia, nonostante le pressioni europee contro Mosca. La Russia è inimmaginabile possa accettare un testo di condanna nei suoi confronti. Bessent ha affermato che la Russia e la Cina possono contribuire al dialogo sulle misure USA per limitare l’economia dell’Iran. Tuttavia, la Cina acquista il 90% del petrolio iraniano a prezzo scontato, rendendo difficile l’isolamento di Teheran. Bessent ha anche sottolineato che la crescita economica è una priorità, ma ha riconosciuto le specificità di ogni Paese e l’importanza di un approccio personalizzato.
La presidenza USA ha voluto fare degli squilibri commerciali uno dei punti da risolvere, citando esplicitamente Pechino. Tuttavia, la Cina è difficile da convincere a accettare un testo in cui è ufficialmente sul banco degli imputati per il suo surplus di 1.200 miliardi di dollari. La Cina ha espresso obiezioni sul punto, ma ha sottolineato l’importanza della navigazione libera e sicura. Anche la Russia, nonostante le pressioni europee, è inimmaginabile possa accettare un testo di condanna nei suoi confronti. La situazione è ulteriormente complessa a causa delle divergenze su temi chiave come le sanzioni contro l’Iran e la crescita economica globale.
Il commissario UE Valdis Dombrovskis ha sottolineato che il cambiamento climatico rimane una priorità, ma ha espresso irritazione per la presenza del ministro russo Anton Siluanov. La sua partecipazione è stata comunicata dagli USA ai partner europei quasi all’ultimo minuto. Il ministro italiano dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha definito il G20 Finanze “complicato, in tempi particolari”, sottolineando l’importanza di un dialogo bilaterale con i Paesi del Golfo e della Corea del Sud.
Il vertice ha visto anche la partecipazione della Cina come potenza dominante al vertice della Sco (Shanghai Cooperation Organization), dove il presidente Xi Jinping ha incontrato leader come il russo Vladimir Putin e l’iraniano Pezeshkian. La Cina ha dimostrato una crescente capacità di sostenere i Paesi soggetti alle pressioni statunitensi. Nonostante le tensioni, il G20 Finanze ha visto un tentativo di trovare punti di contatto tra le economie mondiali, anche se il quadro rimane complesso e in evoluzione.
