Semestre filtro per Medicina, proteste studentesche a Torino e Roma: “Basta Hunger Games”

Nuovo sistema di accesso alle facoltà di Medicina, proteste studentesche contro il semestre filtro. Dettagli su date, prove e graduatoria.

Studenti protestano a Torino e Roma contro il semestre filtro per Medicina, con manifestazioni e dichiarazioni contro il sistema di selezione
Studenti protestano a Torino e Roma contro il semestre filtro per Medicina, con manifestazioni e dichiarazioni contro il sistema di selezione

Il semestre filtro per Medicina è entrato ufficialmente in vigore, con le lezioni che hanno iniziato il 1 settembre 2026. Circa 52mila studenti hanno iniziato il percorso introdotto dalla riforma della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha sostituito il tradizionale test d’ingresso con un sistema basato su tre mesi di lezioni e altrettanti di esami. Gli studenti, però, non si sono lasciati andare al caldo: a Torino e Roma si sono sviluppati flash mob di protesta, con gli studenti che accusano il sistema di essere una riproposizione del numero chiuso, raccontata come progresso. «Già l’anno scorso ha svelato come gli “hunger games” del semestre filtro sono solo una riproposizione del numero chiuso raccontata come il progresso dei corsi di medicina, uno strumento di spietata selezione con cui si pretende di poter stabilire chi “merita” di studiare e che rende il diritto allo studio un privilegio», affermano i manifestanti.

Struttura e date del semestre filtro

Il semestre filtro prevede un percorso comune incentrato su Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica. Le lezioni, che possono svolgersi in presenza o a distanza, sono obbligatorie per tutti gli studenti, salvo per chi era già iscritto a corsi affini o aveva già completato l’obbligo di frequenza. Le attività didattiche in aula termineranno almeno dieci giorni prima del primo esame, fissato per giovedì 10 dicembre 2026 alle 11, mentre il secondo si terrà l’11 gennaio 2027, sempre alle 11. Gli esami saranno composti da 31 domande, 21 a risposta multipla e 10 a completamento, da svolgere in 50 minuti. Il tempo è stato aumentato di cinque minuti rispetto al 2025, e tra un esame e l’altro è prevista una pausa di 30 minuti.

Graduatoria e punteggi

La graduatoria nazionale di merito sarà pubblicata il 22 gennaio 2027, a partire dalle 16. I candidati saranno suddivisi in tre fasce, determinate dal numero di esami superati, e all’interno di ciascuna fascia saranno ordinati sulla base del punteggio complessivo. Nella prima fascia rientreranno gli studenti che avranno superato tutti e tre gli esami con almeno 18/30, ai quali verrà attribuito un bonus di 300 punti. La seconda fascia comprenderà chi avrà superato due esami con almeno 18/30, con un bonus di 200 punti. La terza sarà riservata a chi avrà superato un solo esame con almeno 18/30 e riceverà un bonus di 100 punti. Una delle novità di quest’anno riguarda il voto valido per la graduatoria: in caso di due risultati nella stessa prova, sarà considerato automaticamente il migliore, purché sia superiore a 18/30.

Per ciascuna materia sono previste 31 domande, 21 a risposta multipla e 10 a completamento, da svolgere in 50 minuti. Il punteggio assegna un punto per ogni risposta corretta, mentre una risposta errata comporta una penalizzazione di 0,1 punti. Le risposte non date valgono zero punti. Gli studenti con disabilità o invalidità pari o superiore al 66% possono beneficiare di un tempo aggiuntivo fino al 50% in più, mentre quelli con diagnosi di DSA possono ottenere un tempo aggiuntivo fino al 30%. I risultati del primo appello saranno pubblicati online il 23 dicembre 2026, quelli del secondo il 20 gennaio 2027.

Le proteste degli studenti, che hanno organizzato flash mob a Torino e Roma, segnalano una forte opposizione al sistema di selezione. «Non si possono ingannare gli studenti con un numero di posti che non arriva neanche al 50% degli iscritti e, soprattutto, non si può continuare a parlare di numero chiuso mentre il Servizio Sanitario Nazionale vive una crisi data da mancanza di medici e di personale», affermano i manifestanti. L’obiezione principale riguarda il fatto che il sistema, pur presentandosi come un progresso, non risolve il problema del numero chiuso e, anzi, lo ripropone in una forma diversa. Gli studenti sostengono che il diritto allo studio non dovrebbe essere un privilegio, ma un diritto universale, specialmente in un Paese in cui la sanità pubblica è ridotta allo stremo.