Mons. Bubnij: “Pregate per noi e state vicini fino alla fine”

Mons. Bubnij chiede preghiera e solidarietà internazionale per l’Ucraina.

Vescovo greco-cattolico di Odessa chiede preghiera e sostegno internazionale durante la guerra
Vescovo greco-cattolico di Odessa chiede preghiera e sostegno internazionale durante la guerra

La guerra in Ucraina continua a colpire Odessa, dove la comunità greco-cattolica vive in condizioni difficili. Mons. Mychajlo Bubnij, vescovo greco-cattolico di Odessa, ha lanciato un appello all’Europa e al mondo intero: “Siate solidali con l’Ucraina, con il nostro popolo ucraino che soffre tanto”. La città, sotto la minaccia quotidiana di missili e droni, vive un’esperienza di distruzione e paura, ma anche di speranza e fede. Il vescovo ha sottolineato l’importanza di una presenza concreta e di una preghiera comune per fermare la guerra.

La situazione di Odessa e la comunità greco-cattolica

Odessa, purtroppo, non è al sicuro. I missili e i droni Shahed continuano a colpire la città, con esplosioni che distruggono infrastrutture e spazi vitali. Ieri, due ipermercati sono stati distrutti, lasciando solo tre rimanenti. Mons. Bubnij ha spiegato che questa situazione rende ancora più necessaria la solidarietà internazionale. “Ogni giorno stiamo con la speranza, con la fiducia in Dio e con la speranza nell’aiuto e nella solidarietà del mondo, degli amici che ci aiutano”, ha detto. La comunità greco-cattolica, in particolare, vive un momento di grande tensione, ma anche di resilienza.

La presenza internazionale ha un significato particolare per il vescovo. “È molto grande per noi, è una grande gioia accogliere i nostri amici dall’Italia, che ci stanno vicino, ci stanno aiutando con la preghiera, con le parole, con dire la verità in Italia per questa situazione che viviamo qui in Ucraina”, ha espresso. La preghiera interreligiosa, promossa dal Mean, ha rappresentato un momento di unità e di speranza. Mons. Bubnij ha sottolineato che questa solidarietà non deve essere solo simbolica, ma concreta e duratura.

Un appello per la democrazia e la libertà

Mons. Bubnij ha anche richiamato i principi che devono essere difesi: “Non possiamo dare a Russia questa possibilità di prendere o distruggere la democrazia, la libertà. L’Ucraina è un Paese indipendente”. Per lui, cedere su questi temi significherebbe permettere alla guerra di espandersi al di fuori dei confini ucraini. “Se permettiamo alla Russia distruggere tutti questi principi, allora sarà una possibilità offerta al nostro nemico di andare avanti”, ha affermato. L’appello del vescovo è quindi chiaro: fermare la Russia e garantire la vittoria della democrazia, della libertà e della dignità umana.

La guerra non riguarda solo Odessa, ma anche la Crimea. La comunità greco-cattolica lì vive in condizioni difficili, con tre sacerdoti e cinque parrocchie. “La situazione è molto difficile anche di là perché il governo russo ci fa molti problemi. Ma grazie a Dio i sacerdoti fanno servizio alla gente, ai greco-cattolici”, ha spiegato il vescovo. La loro presenza è un punto di riferimento per le comunità cristiane, anche in un contesto di guerra e occupazione.

La voce di mons. Bubnij si unisce così alla preghiera interreligiosa del Mean, in un momento in cui la solidarietà internazionale non è solo un gesto simbolico, ma una presenza concreta. Nonostante la stanchezza e la paura, la popolazione ucraina continua a vivere, pregare e sperare nella fine della guerra. “State vicini fino alla fine, questo è molto importante, perché il mondo è già stanco”, ha concluso il vescovo. La sua richiesta è chiara: non abbandonare l’Ucraina.