Espulsione di 400 medici cubani dalla Giamaica dopo pressione USA: rischio per la sanità pubblica

Espulsione di 400 medici cubani dalla Giamaica dopo pressione Usa: rischio per la sanità pubblica

Medici cubani espulsi dalla Giamaica, rischio per la sanità pubblica
Medici cubani espulsi dalla Giamaica, rischio per la sanità pubblica

La Giamaica espelle 400 medici cubani dopo pressione USA

La Giamaica ha espulso 400 medici cubani, che operavano in ospedali e consultori pubblici, dopo la pressione del segretario di Stato USA Marco Rubio. La decisione, annunciata dal governo filo americano di Kingston, ha interrotto un programma sanitario che durava da oltre 50 anni. La collaborazione tra i due Paesi, pur nell’alternanza tra i partiti di governo, ha visto la rottura avvenire dopo un anno esatto dalla visita di Rubio in Giamaica, dove aveva sottolineato l’abuso di Cuba nel traffico di esseri umani e nel sfruttamento del lavoro medico non retribuito. Il governo ha motivato la decisione sul fatto che alcuni punti del programma non fossero conformi alle leggi giamaicane e ai canoni internazionali.

La pressione USA ha portato alla rottura del programma

Il governo cubano ha accusato la Giamaica di aver ceduto alle pressioni USA, che avevano minacciato di ritirare i visti d’entrata per i funzionari che non avessero aderito alla richiesta. La visita di Rubio in Giamaica aveva visto l’attenzione concentrata sul programma cubano, con accuse di traffico di esseri umani e sfruttamento del lavoro. La Giamaica, insieme a Guyana, Bahamas, Guatemala e Honduras, ha abbandonato il programma, causando la sottrazione di 1200 dottori a servizi sanitari già fragili. La rottura ha avuto conseguenze non solo per la Giamaica, ma anche per i paesi vicini, dove il supporto dei medici cubani era cruciale per il sistema sanitario pubblico.

Un programma che ha salvato la sanità pubblica

Il programma cubano aveva fornito un supporto cruciale al sistema sanitario giamaicano, soprattutto in aree povere. A St Mary, una delle province più svantaggiate, i medici cubani coprivano a turno tutti i reparti, garantendo cure a pazienti che altrimenti non avrebbero avuto accesso. L’amministratore dell’ospedale Annotto Bay ha spiegato che i medici erano pagati direttamente dalla Ragioneria di Stato, che gestiva anche gli stipendi locali. La loro interruzione ha causato un collasso delle cure, con tempi di attesa estesi e un aumento delle file al pronto soccorso.

La mancanza di personale ha reso più difficoltoso il lavoro dei medici locali La mancanza di personale specializzato ha reso più difficoltoso il lavoro dei medici locali, con un impatto particolare sulle diagnosi di tumori al seno e al colon-retto. Una paziente ha raccontato di dover attendere 6-7 mesi per il risultato di una biopsia, costretta a chiedere un prestito per farla in privato. La portavoce del partito d’opposizione PNP, Donna Scott-Motley, ha sottolineato che l’interruzione del programma senza spiegazioni dettagliate ha messo a rischio un servizio sanitario pubblico essenziale per la popolazione.

La Giamaica ha interrotto il programma sanitario con Cuba da marzo, negando il rinnovo del permesso di soggiorno a circa 400 tra medici e infermieri cubani. La decisione ha causato un grave colpo al sistema sanitario, con un aumento delle file al pronto soccorso e un allungamento dei tempi per esami cruciali. La Giamaica, insieme a altri Paesi caraibici, ha abbandonato il programma, causando la sottrazione di 1200 dottori a servizi sanitari già fragili. La rottura ha avuto conseguenze non solo per la Giamaica, ma anche per i paesi vicini, dove il supporto dei medici cubani era cruciale per il sistema sanitario pubblico.