Marinai USA bloccati in portaerei da 208 giorni: condizioni critiche e rifornimenti in crisi

Marinai Usa in portaerei Lincoln bloccati da 208 giorni: condizioni critiche, muffa e scorte esaurite.

Marinai Usa bloccati in portaerei da 208 giorni, condizioni critiche e rifornimenti in crisi
Marinai Usa bloccati in portaerei da 208 giorni, condizioni critiche e rifornimenti in crisi

La portaerei statunitense USS Abraham Lincoln, impegnata nella campagna militare contro l’Iran, ha visto i suoi 5mila membri dell’equipaggio bloccati in mare da 208 giorni. La missione, inizialmente prevista per sette mesi, è stata prorogata per la seconda volta, con la nave che ha trascorso quasi nove mesi in navigazione, fermandosi solo una volta in Oman. I familiari dei marinai denunciano condizioni di lavoro estenuanti, scorte esaurite e un ambiente fisicamente e psicologicamente pesante. La situazione si complica ulteriormente a causa della mancanza di rifornimenti, dovuta al conflitto nella regione e agli attacchi ai magazzini in Bahrein, che normalmente forniscono la flotta americana.

Condizioni di lavoro estenuanti e rischi per la salute

I familiari dei marinai hanno riferito di turni massacranti, con poche pause e un ambiente rumoroso e congestionato. Brett Snow, veterano della US Navy e padre di uno dei militari a bordo, ha descritto la situazione come “il posto più pericoloso al mondo”, con lavoro senza soste. I marinai, esposti a vento, pioggia e temperature estreme, lavorano in condizioni estreme, con il rischio di danni all’udito e incidenti. La mancanza di beni essenziali come sapone, dentifricio e deodorante peggiora il disagio, mentre alcune docce versano in condizioni precarie, con muffa e interventi di manutenzione non effettuati.

La lunga permanenza in mare ha reso la vita a bordo estremamente difficile, con un ambiente rumoroso e un ritmo di lavoro senza sosta. I familiari denunciano anche la riduzione delle razioni di cibo, che ha aggravato il disagio. La Marina ha assicurato che i problemi ai servizi igienici sono in fase di risoluzione, ma le famiglie si preoccupano per le condizioni psico-fisiche degli equipaggi.

Rifornimenti in crisi e tensioni regionali

La situazione dei rifornimenti a bordo è ulteriormente complicata dalla guerra in atto nella regione. Secondo i rappresentanti della V Flotta, il conflitto ha reso difficoltoso l’approvvigionamento dalle strutture in Bahrein, dove si trovano magazzini e appaltatori che normalmente riforniscono la flotta americana. La mancanza di rifornimenti ha reso la vita a bordo ancora più difficile, con scorte esaurite e un ambiente di lavoro estremamente stressante. La mancanza di rifornimenti ha reso la missione ancora più pericolosa, con i marinai costretti a lavorare in condizioni estreme. Il presidente USA, Donald Trump, ha dichiarato che “riaprirà presto” la missione, ma Teheran ha ribadito che la situazione non è ancora sicura. L’Arabia Saudita, invece, ha espresso l’intenzione di unirsi agli Stati Uniti contro gli Houthi, aumentando la tensione nella regione.

La lunga permanenza in mare ha reso la vita a bordo estremamente difficile, con un ambiente rumoroso e un ritmo di lavoro senza sosta. I familiari denunciano anche la riduzione delle razioni di cibo, che ha aggravato il disagio. La Marina ha assicurato che i problemi ai servizi igienici sono in fase di risoluzione, ma le famiglie si preoccupano per le condizioni psico-fisiche degli equipaggi. La situazione, però, non si limita ai disagi quotidiani: i familiari temono che la lunga permanenza in mare possa portare a problemi psicologici e fisici, con un rischio di perdita di controllo e di salute.