L’autopsia sul corpo di Domenico Papalia disposta, funerali a Platì
L’autopsia sul corpo di Domenico Papalia disposta, funerali a Platì

Domenico Papalia, ex boss della ’ndrangheta, è morto nella notte tra il 25 e il 26 agosto all’ospedale San Paolo di Milano, dove era ricoverato per una grave malattia. La Procura di Milano ha disposto l’autopsia sulla salma del boss, che resterà a disposizione delle autorità giudiziarie fino al termine dell’esame. I funerali, invece, dovrebbero essere celebrati a Platì, nel Reggino, paese d’origine del noto capo clan. La famiglia ha espresso il desiderio di procedere alla sepoltura nel luogo di nascita del defunto, ma i tempi delle esequie dipenderanno dall’esito dell’autopsia.
Un capo clan con radici profonde
Domenico Papalia, 81 anni, aveva trascorso gran parte della sua vita in carcere, in seguito a condanne per attività criminali legate alla ’ndrangheta. Con i fratelli Antonio e Rocco, aveva contribuito a trasferire in Lombardia la struttura e i metodi della criminalità calabrese, radicandosi soprattutto nell’area di Buccinasco, nel Milanese. I Papalia, legati ai clan dei Barbaro, si erano inseriti nei principali circuiti criminali dell’epoca, coinvolgendo attività come sequestri di persona, traffico di droga e commercio di gioielli.
La morte di Papalia era stata annunciata ieri, dopo una vita trascorsa in carcere. Era stato scarcerato soltanto nel luglio scorso, dopo 49 anni di detenzione, grazie al differimento della pena per le sue condizioni di salute. Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna aveva accolto la richiesta di uscita dal carcere in considerazione della grave malattia. Ora, con la sua scomparsa, si chiude un’epoca di attività criminale che ha avuto un impatto significativo sul Nord Italia.
Le autorità giudiziarie e i tempi delle esequie
La Procura di Milano ha disposto l’autopsia sulla salma di Papalia, un passaggio necessario per le indagini in corso. L’esame autoptico sarà eseguito nei prossimi giorni, e fino al suo completamento, il corpo resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non potrà quindi essere rilasciato il nulla osta alla sepoltura, un aspetto che ha reso più complessa la procedura per i familiari. I tempi delle esequie dipenderanno quindi dall’esito dell’accertamento. I familiari vorrebbero celebrare i funerali a Platì, nel Reggino, dove il defunto ha vissuto la sua infanzia. La sepoltura, tuttavia, dovrà attendere l’esito dell’autopsia. La famiglia ha espresso il desiderio di onorare la memoria del boss, ma i ritardi legati alle procedure legali potrebbero influire sui tempi delle celebrazioni. La morte di Papalia segna la fine di un’era per la criminalità organizzata in Italia.
La Procura aveva già disposto che la salma rimanesse a disposizione delle autorità sanitarie in attesa di una relazione medica, acquisendo anche la documentazione relativa alle condizioni cliniche dell’uomo e alle cure ricevute durante il ricovero. Ora la decisione di procedere con l’autopsia introduce un ulteriore passaggio prima della restituzione del corpo alla famiglia. Non potrà quindi essere rilasciato il nulla osta alla sepoltura. Domenico Papalia era considerato uno dei volti più temuti della criminalità organizzata calabrese in Lombardia e nel Nord Italia. La sua attività ha avuto un impatto significativo sul mercato nero, coinvolgendo settori come la droga, i gioielli e i servizi segreti. La sua morte segna la fine di un’epoca in cui la criminalità organizzata aveva un forte radicamento nel Nord Italia.
