Tavares in Camerun: «Non sono latitante, tornerò in Italia per parlare con i magistrati»

Tavares, factotum di Lavitola, afferma di non essere latitante e di voler tornare in Italia per parlare con i magistrati.

Giornalista Rai in Africa, Tavares afferma di non essere latitante e di voler tornare in Italia
Giornalista Rai in Africa, Tavares afferma di non essere latitante e di voler tornare in Italia

Il factotum di Valter Lavitola, Gomes Tavares, ha rilasciato dichiarazioni esclusive al Tg1 da Douala, in Camerun, sottolineando che non è latitante e che tornerà in Italia per parlare con i magistrati. L’uomo, che si trova in Africa, ha rifiutato di commentare il caso Ranucci, ma ha assicurato che tornerà in Italia per chiarire le sue posizioni. Il giornalista della Rai, inviato in Africa per seguire le tracce di Tavares, ha seguito il factotum in diversi luoghi della città, tra cui locali e palestre, dove alcune persone hanno ammesso di non averlo visto da settimane.

Il viaggio in Africa e le tracce di Tavares

Il viaggio in Africa era stato previsto per luglio scorso da Valter Lavitola, ma è stato interrotto dai carabinieri che lo hanno bloccato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato al giornalista di Report Sigfrido Ranucci. Da Addis Abeba, il giornalista del Tg1 si è spostato a Douala, dove Tavares ha contattato la troupe per concedere un’intervista. Durante la conversazione, Tavares ha rifiutato di parlare del caso Ranucci, ma ha sottolineato che non è latitante e che, se volesse scappare, andrebbe in Russia, dove conosce persone e dove nessuno potrebbe chiedere estradizione.

Il factotum ha anche ammesso di conoscere alcuni degli arrestati per l’attentato, ma ha evitato di commentare la bomba. In una palestra, alcune persone hanno ammesso di non averlo visto da settimane, confermando la sua assenza. Tavares ha inoltre detto di non conoscere Sigfrido Ranucci, anche se è apparso in una foto insieme al conduttore Rai e a Lavitola. Ha spiegato di averlo incontrato a Cefalù, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Le dichiarazioni di Tavares e la sua relazione con Lavitola

Tavares ha aggiunto che tornerà in Italia, con il suo legale, per parlare con i magistrati, e ha inviato un messaggio a Lavitola, detenuto in carcere, dicendo: «Resisti ed esci presto». Sollecitato in merito alle parole rese da Lavitola, Tavares ha risposto: «Ognuno è responsabile di quello che dice e che fa». Queste dichiarazioni arrivano in un contesto in cui il caso Ranucci continua a suscitare interesse e dibattito, con diverse voci che si esprimono su eventi e relazioni complessi. Il Tg1, attraverso il suo inviato in Africa, ha cercato di ricostruire le tracce di Tavares, ma il factotum ha mantenuto una posizione evasiva, limitandosi a confermare la sua volontà di tornare in Italia. La situazione rimane in sospeso, con le autorità che monitorano le mosse del factotum e i magistrati che attendono il suo ritorno per ulteriori chiarimenti.

Tavares ha rifiutato di commentare il caso Ranucci, ma ha sottolineato che non è latitante.

Il factotum ha detto di non conoscere Sigfrido Ranucci, anche se è apparso in una foto insieme a lui.