Lombardia accelera sull’autonomia, opposizioni accusano mossa politica di Salvini

La Lombardia si affretta a dare il via all’autonomia prima della resa dei conti di Pontida, con opposizioni che accusano una mossa politica di Salvini.

Consiglieri regionali della Lombardia discutono in commissione sull'autonomia, con opposizioni che accusano una mossa politica di Salvini
Consiglieri regionali della Lombardia discutono in commissione sull’autonomia, con opposizioni che accusano una mossa politica di Salvini

La Lombardia ha accelerato i tempi per dare il via all’autonomia, con la commissione Affari istituzionali e Autonomia che si è riunita ad agosto, pur di anticipare la discussione prima della resa dei conti di Pontida. Le opposizioni, però, accusano il leader leghista Matteo Salvini di una mossa disperata, volta a sventolare una bandiera per il raduno politico del partito. L’obiettivo, secondo quanto emerso, è chiudere la procedura entro il 10 settembre, con un’accelerazione che ha suscitato preoccupazioni tra i gruppi di minoranza.

Un’accelerazione per il raduno di Pontida

La decisione di riunirsi ad agosto, pur non essendo una pratica comune, è stata motivata da un’urgenza politica. Il leader leghista, Matteo Salvini, è sotto pressione da parte dei dirigenti del Nord, tra cui Attilio Fontana e Massimiliano Romeo. Per questo, il Pirellone ha accelerato i tempi per garantire l’approvazione delle pre-intese sull’autonomia prima del raduno di Pontida. Il sottosegretario Mauro Piazza ha spiegato che l’obiettivo è permettere alla Lombardia di rispondere con maggiore tempestività alle esigenze dei cittadini.

Le opposizioni, però, hanno sottolineato un secondo fine ben più politico. Il 20 settembre è infatti previsto il raduno leghista di Pontida, e la mossa sembra mirata a dare una bandiera da sventolare al leader. Il gruppo 5 Stelle, rappresentato da Nicola Di Marco, ha accusato la maggioranza di ridurre il ruolo del Consiglio regionale a un congresso o peggio a un marchettificio. Quanto presentato in Commissione non è una riforma, ma il disperato tentativo di dare alla Lega una bandiera da sventolare a Pontida, ha detto Di Marco.

Un provvedimento già bocciato

Le opposizioni hanno anche sottolineato la fragilità del provvedimento, già bocciato dalla Corte costituzionale. “Ci chiediamo quale credibilità possa avere un provvedimento già bocciato da Corte costituzionale, che ora torna modificato e che si vuole approvare in tutta fretta”, ha detto il gruppo 5 Stelle. La richiesta di avviare cicli di audizioni è stata respinta, e i consiglieri hanno espresso la volontà di presentare una risoluzione alternativa in Aula per sospendere il provvedimento. Le preoccupazioni sono condivise anche dal Pd, con i consiglieri Angelo Orsenigo e Marco Carra, che hanno espresso la loro insoddisfazione per la tempistica ridotta e gli obiettivi del provvedimento. “Ci viene chiesto di discutere e assumere una posizione su un tema di enorme rilevanza istituziale con una tempistica estremamente ridotta e obiettivi davvero deludenti”, hanno sottolineato. Per la maggioranza, commissioni e Consiglio non contano nulla, e i contenuti sono considerati peggiori di quanto si potesse immaginare.

La situazione si fa sempre più complessa, con il pratone di Pontida che incombe e le opposizioni che si preparano a una battaglia in Aula. La Lombardia, però, sembra aver scelto di accelerare i tempi, anche a costo di suscitare critiche e preoccupazioni. La questione dell’autonomia, dunque, non è solo un tema istituzionale, ma anche una scelta politica che potrebbe influenzare le prossime elezioni. La Lombardia ha accelerato i tempi per dare il via all’autonomia, ma le opposizioni vedono una mossa politica volta a sventolare una bandiera per il raduno di Pontida.