Tajani: Europa deve essere mediatrice non tifosa nel Medio Oriente. Critica Israele ma non rinuncia al dialogo

Tajani critica l’Ue per la divisione sul Medio Oriente e chiede maggiore mediatezza. Sottolinea la necessità di dialogo con Israele e sostegno al Libano.

Tajani a Rimini critica l’Ue per la divisione sul Medio Oriente e chiede maggiore mediatezza. Sottolinea la necessità di dialogo con Israele e sostegno al Libano
Tajani a Rimini critica l’Ue per la divisione sul Medio Oriente e chiede maggiore mediatezza. Sottolinea la necessità di dialogo con Israele e sostegno al Libano

Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, ha espresso durante il Meeting di Rimini una critica diretta all’Unione europea per la sua divisione sul Medio Oriente, sottolineando l’importanza di una politica più mediatrice e meno tifosa. Il vicepremier ha ribadito la linea italiana di dialogo con Israele senza rinunciare a criticarne le scelte, sostenere il Libano e lavorare per il recupero della sovranità libanese sul proprio territorio. Tajani ha anche sottolineato che l’Europa dovrebbe essere più coraggiosa e determinata nel costruire la pace.

La politica italiana: dialogo e sostegno al Libano

Tajani ha sottolineato che l’Italia non intende abbandonare il Libano, ma vuole garantire il pieno recupero della sovranità del Paese dei cedri. «È ovvio che Hezbollah armata non può essere sovrana di quel territorio: servono le Forze Armate libanesi, che devono rioccupare il territorio», ha detto. L’obiettivo italiano è il «pieno recupero della sovranità libanese sul territorio nazionale». Tajani ha anche ricordato che l’esercito libanese si è già riappropriato di una parte del territorio precedentemente occupato dagli israeliani.

La politica italiana non cambia: dialogo e critica.

Il ministro ha ribadito che la linea italiana non cambia: dialogare con Israele senza rinunciare a criticarne le scelte, sostenere il Libano e lavorare per il recupero della sovranità libanese. «Non si può lasciare un vuoto dopo la fine di Unifil», ha avvertito Tajani, sottolineando l’importanza di una presenza internazionale in Libano anche dopo la scadenza della missione Unifil, fissata al 31 dicembre. L’Italia, insieme alla Francia, sta già lavorando a questa partita.

Un’ipotesi di missione europea

Tajani ha anche menzionato l’ipotesi di una missione europea per garantire la transizione dalla presenza militare israeliana a una presenza libanese. «Si potrebbe pensare di avere una missione europea, se le Nazioni Unite non lo vogliono fare», ha detto. Per il ministro, l’Europa dovrebbe «avere più coraggio» e «essere più determinata nel costruire la pace». L’obiettivo è di favorire il dialogo tra Beirut e Gerusalemme, un tema che sarà al centro dei prossimi colloqui a Roma durante il mese di settembre. «Noi abbiamo voluto fortemente che il negoziato tra Libano e Israele si svolgesse a Roma», ha ricordato Tajani, ripercorrendo il lavoro sul dossier con il presidente libanese Joseph Aoun, il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar. Il percorso negoziale proseguirà a settembre, con l’obiettivo di costruire la pace in Libano e, di conseguenza, nell’intero Medio Oriente. «Se si costruisce la pace in Libano si dà anche un contributo importante per costruire la pace nell’intero Medio Oriente», ha concluso Tajani, sottolineando l’importanza del dialogo e della mediazione come strumenti per la pace.