Eccidio di Sant’Anna di Stazzema, Tajani e Conte parlano di antifascismo e responsabilità
Tajani e Conte commemorano l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, richiamano antifascismo e responsabilità italiana.

Conte e Tajani commemorano l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema
Nel giorno della commemorazione dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, Giuseppe Conte e Antonio Tajani hanno partecipato alla cerimonia, con Tajani che è il primo ministro del governo Meloni a intervenire. Il leader del Movimento 5 Stelle ha rivolto un richiamo alle forze di destra, sottolineando l’importanza di proteggere le istituzioni e di non limitarsi a parole. «Chi si confessa patriota dovrebbe essere qui», ha detto Conte, richiamando la necessità di tradurre i principi in azioni concrete. «Non possiamo onorare la patria se non ricordiamo chi non si è piegato alla dittatura e per questo ha dato la vita», ha aggiunto. Tajani, a sua volta, ha sottolineato che l’Italia, per la sua storia, ha una responsabilità particolare nel promuovere la pace.
Un passato di violenza e un presente di responsabilità
L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, avvenuto il 12 agosto 1944, rappresenta uno dei più gravi massacri compiuti dai nazisti in Italia durante la Seconda guerra mondiale. Gli abitanti e i tanti sfollati della guerra presenti sul posto furono considerati sostenitori della Resistenza e in particolare dei partigiani della zona e per questo radunati e uccisi in diversi punti del paese. Le vittime furono almeno 560, tra cui molti anziani, donne e bambini. Il massacro avvenne nel corso di un rastrellamento, con reparti delle SS e collaborazionisti fascisti che uccisero centinaia di civili. La memoria di questa strage deve essere un monito per il presente.
Conte ha sottolineato che «le istituzioni vanno sempre protette, non bastano le parole». «Chi si confessa patriota dovrebbe essere qui per onorare la patria», ha aggiunto, richiamando il valore dell’antifascismo e della democrazia. Tajani, nel suo discorso, ha legato il ricordo della strage alla necessità di contrastare l’odio e le nuove forme di estremismo. «Cancellare l’odio significa lavorare per il rispetto delle persone», ha affermato, ricordando come le atrocità del passato debbano continuare a essere un monito. La pace non è solo ripudio della guerra, ma imporre il primato della politica e della diplomazia.
Un appello a costruire una stagione di pace
Tajani ha anche sottolineato che «l’Italia, che ha costruito la democrazia, difeso la libertà, proprio perché ha subito gli orrori della dittatura, deve essere sempre più portatrice di pace». «Vi sono nel mondo regimi che aggrediscono stati sovrani come l’Ucraina con la legge del più forte», ha aggiunto il ministro. «Vi sono sistemi totalitari che possiedono l’arma atomica o mirano a realizzarla», ha avvertito. Il discorso di Tajani ha richiamato anche le parole di Piero Calamandrei e del presidente Sergio Mattarella sulla strage di Sant’Anna di Stazzema. «Questo è il tempo dei costruttori di pace», ha detto, indicando come primo passo la necessità di «disarmare i linguaggi». L’Italia deve essere un esempio di pace e democrazia.
Conte, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di proteggere le istituzioni e di non limitarsi a parole. «Chi si confessa patriota dovrebbe essere qui per onorare la patria», ha aggiunto, richiamando il valore dell’antifascismo e della democrazia. Tajani, a sua volta, ha invitato a costruire una stagione diversa, «il tempo dei costruttori di pace», sottolineando la necessità di «disarmare i linguaggi» e di promuovere il primato della politica e della diplomazia. La pace non è solo ripudio della guerra, ma imporre il primato della politica e della diplomazia.
