Iran, USA chiedono agli alleati di fermare gli attacchi. Netanyahu: «Impossibile un accordo con quei selvaggi»

Stati Uniti e Israele chiedono di interrompere gli attacchi all’Iran. Netanyahu esprime scetticismo su un accordo.

Premierto israeliano e leader americano discutono tensioni con l'Iran, minacce e sanzioni
Premierto israeliano e leader americano discutono tensioni con l’Iran, minacce e sanzioni

Il 26 agosto 2026, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha chiesto agli alleati di interrompere gli attacchi contro l’Iran, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso scetticismo su qualsiasi accordo con il regime iraniano. La situazione si è intensificata con minacce di morte rivolte al figlio del presidente Donald Trump e a un membro della famiglia Netanyahu, alimentando tensioni nel Medio Oriente. Gli Stati Uniti, attraverso sanzioni e pressione economica, cercano di convincere Teheran a tornare al tavolo delle trattative, ma la risposta iraniana appare ostinata.

Minacce e tensioni tra USA e Iran

Il Secret Service statunitense ha confermato di essere a conoscenza di un video trasmesso dall’emittente statale iraniana Irib, che sembra minacciare la vita di Barron Trump, figlio del presidente Donald Trump. Il video, diffuso nel fine settimana, mostra una grafica stilizzata che indica luoghi frequentati dal giovane Trump, tra cui la Trump Tower di New York. Questo evento rappresenta una escalation delle tensioni tra Washington e Teheran, che si intensificano dopo l’assassinio dell’ex Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, e di molti membri della sua famiglia a febbraio. La Cina, alleata dell’Iran, ha confermato di non intenzione di interrompere i rapporti commerciali con la repubblica islamica, scommettendo su un bluff della Casa Bianca.

Intanto, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che «non è possibile alcun accordo diplomatico con quei selvaggi in Iran». Lo ha affermato durante un’intervista telefonica con Channel 14, dopo aver rivelato che l’intelligence israeliana aveva appreso lo scorso dicembre che l’Iran stava pianificando di uccidere Yair Netanyahu, figlio del premier, mentre si trovava in Florida. Nonostante le minacce rivolte alla famiglia Trump, Netanyahu ha espresso fiducia nel piano di Washington, ma ha sottolineato la sua diffidenza nei confronti della leadership iraniana.

Strategia USA: sanzioni e pressione economica

Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha minacciato sanzioni contro l’Iran, ma il regime di Teheran non sembra averne subìto alcun effetto significativo. Gli Stati Uniti, attraverso il segretario di Stato Marco Rubio, hanno chiesto agli alleati di interrompere gli attacchi, concentrandosi su nuove iniziative di pressione. La strategia di Washington si basa sull’assedio economico, con l’obiettivo di convincere la leadership iraniana a tornare al tavolo delle trattative. Tuttavia, la risposta iraniana appare ostinata, con la Cina che scommette su un bluff della Casa Bianca.

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha affermato che «non ci fidiamo degli USA, che non siamo noi ad aver violato l’accordo e che se gli americani sono interessati ad aprire lo Stretto di Hormuz, devono rispettare le condizioni dell’Iran nell’accordo». Queste dichiarazioni riflettono la crescente sfiducia tra i due paesi, nonostante gli sforzi degli Stati Uniti per ristabilire un dialogo. La situazione rimane in bilico, con la possibilità di ulteriori escalation.

La tensione si fa sempre più alta, con minacce e sanzioni che segnano il Medio Oriente.

La strategia USA si basa sull’assedio economico, ma l’Iran non sembra cedere.