Hacker sfidano Rockstar Games con leak di GTA VI e criptovaluta
Hacker diffondono clip di GTA VI e lanciano criptovaluta, mettendo in discussione politiche di vendita del gioco più costoso mai realizzato.

Un gruppo anonimo, che si firma come CyberLeek, ha messo in atto una campagna di leak del videogioco più costoso mai realizzato, Grand Theft Auto VI, mettendo in discussione le politiche di vendita e i prezzi di Rockstar Games. L’operazione, che ha visto la diffusione di clip del gioco e la creazione di una criptovaluta, ha suscitato reazioni sia da parte del settore videoludico che da parte di movimenti che chiedono maggiore trasparenza e diritti per i giocatori. L’evento ha avuto un impatto significativo sul mercato, con un calo del prezzo delle azioni di Take-Two, la società madre di Rockstar, e ha acceso dibattiti su come i giochi possano essere protetti da attacchi informatici.
Leak e criptovaluta: una strategia di protesta
Il 15 agosto, sulla blockchain Solana, è stata creata una criptovaluta chiamata CyberLeek, che ha visto un’alta capitalizzazione prima della diffusione di clip del gioco. Ogni video pubblicato da CyberLeek include un marchio, un codice QR e un indirizzo del contratto della moneta, permettendo agli acquirenti di entrare in un canale Discord per votare quale spezzone pirata del gioco verrà rilasciato per primo. Il 23 agosto, un video ambientato in uno strip club è stato reso pubblico come ricompensa per il raggiungimento di 3 milioni di dollari di capitalizzazione, un traguardo che la criptovaluta ha toccato prima di perdere quasi il 58 per cento del valore.
Un manifesto di protesta e tre richieste
Il 27 agosto, un manifesto è stato reso pubblico, scritto in forma di comandamenti e che chiede tre cose: basta con i preordini digitali dei titoli in uscita; basta con i contenuti già presenti nei file del gioco ma sbloccabili solo dopo un secondo pagamento; e una patch che permetta di giocare offline quando i server vengono spenti. Quest’ultimo punto si riferisce a The Crew, un gioco di Ubisoft che è stato reso inaccessibile offline il 31 marzo 2024, scatenando l’ira degli utenti. Il manifesto è stato visto come una critica alle politiche di vendita di Rockstar, che ha scelto di non stampare dischi e di offrire solo la versione digitale, con un prezzo di 99,99 dollari per l’Ultimate Edition.
Il movimento Stop Killing Games, che da anni chiede garanzie per i giocatori affinché i giochi non diventino inutilizzabili, ha preso le distanze da CyberLeek, condannando l’uso di mezzi illeciti come la diffusione di materiale protetto da copyright. Nonostante ciò, il movimento ha riconosciuto la validità delle richieste del manifesto, che si concentrano su temi come la proprietà digitale e l’accesso ai contenuti.
La caccia al leaker e i rischi legali
Rockstar Games, nonostante non abbia confermato l’autenticità dei filmati, ha iniziato a cercare il leaker, rivolgendosi ai tribunali per ottenere dati da Microsoft, Discord e altre piattaforme. Take-Two, la società che possiede Rockstar, ha depositato richieste di subpoena per ottenere informazioni su indirizzi IP, email e dati associati a account su OneDrive, Xbox e GitHub. Il 20 agosto, il titolo delle azioni di Take-Two ha registrato un andamento nervoso, con un calo del 2,47 per cento nei cinque giorni precedenti. Nonostante ciò, nessuno può affermare con certezza che il calo sia dovuto ai leak, ma nemmeno escluderlo.
Chi sia CyberLeek non lo sa nessuno: i server sono tedeschi, l’account Discord risale a gennaio 2019, e non risultano accuse penali a suo carico. Tuttavia, il leaker (o il collettivo che si nasconde dietro alla sigla) sta rischiando grossissimo, con la possibilità di essere identificato e processato. Il movimento hacker ha anche fatto riferimento a un precedente del 2022, quando un gruppo chiamato Lapsus$ aveva rubato i filmati di GTA VI, con un membro che era stato condannato al ricovero psichiatrico a tempo indeterminato.
