Kevin Lamour lascia la Fifa dopo critiche al piano di privatizzazione dei Mondiali
Kevin Lamour, direttore operativo della Fifa, ha lasciato l’incarico dopo aver criticato il piano di privatizzazione dei Mondiali.

Kevin Lamour, direttore operativo della Fifa, ha lasciato l’incarico dopo aver espresso critiche al piano di privatizzazione dei Mondiali, un progetto che ha scatenato tensioni interne all’organismo. L’annuncio, reso noto il 18 agosto 2026, segna un ulteriore colpo al castello di Gianni Infantino, il presidente della Fifa, che sembra sempre più isolato. Lamour, un tempo uomo fidato del presidente, ha rilasciato dichiarazioni durissime sul progetto Ffe, un’idea di apertura del Mondiale a investitori privati, che ha suscitato reazioni forti da parte di diverse confederazioni e dirigenti.
Le critiche al piano di privatizzazione
«Non solo questo progetto non deve andare avanti, ma è giunto il momento che i leader politici del calcio si pongano le domande giuste e prendano le decisioni giuste», aveva detto Lamour, rilasciando dichiarazioni che hanno messo in discussione la leadership di Infantino. Il dirigente francese, che aveva supportato il presidente svizzero fin dal 2016, ha sottolineato come il piano fosse stato svelato ai dirigenti direttamente dai giornali, senza alcun coinvolgimento della dirigenza. Questo ha suscitato un forte malcontento, portando alla decisione di separare le strade tra Lamour e la Fifa.
La battaglia tra Uefa e Fifa
La tensione tra la Uefa e la Fifa è ormai un dato di fatto. Il presidente della Uefa, Aleksander Čeferin, ha da tempo condotto una battaglia aperta con Infantino, arrivando persino a minacciare di boicottare i Mondiali. La decisione di Lamour di abbandonare l’incarico ha suscitato reazioni immediate, con la Concacaf, la confederazione dell’America settentrionale, centrale e caraibica, che ha seguito a breve distanza. La situazione sembra essere in continuo movimento, con la possibilità di ulteriori dimissioni da parte di dirigenti interni.
Alcune fonti indicano che Mattias Grafström, segretario generale della Fifa e stretto collaboratore di Infantino, potrebbe essere tra i prossimi a lasciare l’organismo. Grafström, pur non avendo espresso apertamente le sue posizioni, ha definito il progetto Ffe come «una serie di eventi tristi e riprovevoli, che fortunatamente si sono conclusi con l’abbandono definitivo del progetto». Questo segnale potrebbe indicare una maggiore instabilità all’interno della Fifa, con un’alleanza tra le confederazioni che potrebbe portare a una svolta nel potere.
La decisione di Lamour ha lasciato trapelare una volontà più dell’organizzazione che del dirigente francese. La Fifa ha comunicato che «la decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione e con grande rispetto per Kevin», un messaggio che potrebbe indicare una strategia per ridurre il potere di Infantino. La situazione, però, non sembra essere risolta: il presidente della Fifa dovrà affrontare critiche da più fronti, con la possibilità di una rielezione in discussione nel 2027. La partita, però, è ancora aperta, e il futuro della Fifa dipende da come si svilupperà questa crisi interna.
La Fifa sembra sempre più divisa
La crisi interna potrebbe portare a ulteriori dimissioni
