Nuovi raid israeliani nel Libano, uccisi due comandanti di Hezbollah
Nuovi raid israeliani nel Libano causano vittime tra civili. Iran minaccia e offre ricompense per soldati americani.

Il 16 agosto 2026, l’esercito israeliano (IDF) ha lanciato nuovi raid nel sud del Libano, uccidendo due comandanti di Hezbollah. L’operazione, condotta in risposta a attacchi contro i soldati israeliani, ha causato almeno 11 vittime e 19 feriti, tra cui donne e bambini, secondo i media libanesi. Le Idf hanno confermato di aver colpito due alti dirigenti del gruppo armato, tra cui Abu Hassan Alaa, capo dell’unità “Badder” di Hezbollah. L’attacco è avvenuto nella zona di Ansar, dove le forze israeliane hanno anche distrutto un quartier generale del movimento.
Le Idf affermano che Alaa è stato ucciso in risposta alle azioni di Hezbollah contro i soldati israeliani nella “Zona di Sicurezza”. L’operazione è parte di un’escalation degli attacchi israeliani contro obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale, che ha visto l’uccisione di almeno sette persone, tra cui due donne e tre bambini, nell’attacco precedente. Le dichiarazioni delle Idf sottolineano il legame tra le azioni di Hezbollah e la presenza israeliana nel paese.
Iran minaccia e offre ricompense per soldati americani
L’Iran ha annunciato di offrire 30mila dollari a chiunque riesca a catturare o uccidere un soldato americano, come riferito da fonti iraniane. Il Comando generale delle forze armate iraniane ha dichiarato che non si fermerà finché gli Stati Uniti e Israele non saranno sconfitti nella regione e i diritti dell’Iran non saranno riconosciuti. Le dichiarazioni seguono a quelle del presidente Donald Trump, che aveva affermato di voler dichiarare lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti dopo aver sconfitto l’Iran.
Il riferimento di Azizi al camioncino del cibo allude alle notizie diffuse dai media statunitensi secondo cui Trump avrebbe utilizzato un camioncino per il catering per spostarsi dall’Air Force One a un aereo governativo più piccolo durante una visita ad Ankara. Le dichiarazioni del deputato iranese Ebrahim Azizi sono state fatte in risposta alle affermazioni di Trump sullo Stretto di Hormuz, che ha sostenuto di volerlo dichiarare territorio degli Stati Uniti.
La tensione cresce nel Medio Oriente
La situazione si è ulteriormente intensificata con l’annuncio del ministro israeliano della Difesa, Benny Gantz, che ha minacciato ulteriori attacchi nel contesto dell’escalation in Libano. Gantz ha affermato che “nessun conto in nessun ambito resterà aperto. Colpiremo con tutta la nostra forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini”. Le Idf hanno condotto attacchi nella notte sulla cresta di Ali al-Taher, nel Libano meridionale, dopo che avevano colpito un quartier generale di Hezbollah nella zona di Ansar. Parallelamente, il Parlamento iraniano ha approvato due disegni di legge che mirano a vietare il transito nello Stretto di Hormuz a imbarcazioni con equipaggiamenti o carichi di proprietà degli Stati Uniti, di Israele e di Paesi considerati ostili all’Iran. L’Iran ha anche giustiziato un uomo per aver partecipato a proteste antigovernative, accusandolo di aver supportato il regime sionista e gli Stati Uniti.
Almeno 11 persone sono state uccise e 19 ferite negli attacchi israeliani di ieri, tra cui donne e bambini, secondo i media libanesi. Le tensioni si sono ulteriormente acuite con l’annuncio del Comando centrale militare USA (Centcom), che ha ringraziato l’equipaggio della portaerei Uss Abraham Lincoln per la sua dedizione durante un tour di dieci giorni in sei Paesi del Golfo. L’ammiraglio Brad Cooper ha sottolineato l’importanza del blocco navale nello Stretto di Hormuz, che è stato oggetto di critiche per il malcontento tra il personale statunitense a bordo.
