Karoline Leavitt abbandona Trump per motivi personali, un ulteriore segno di instabilità nella Casa Bianca
Karoline Leavitt lascia la Casa Bianca per motivi privati, un altro segno di instabilità per Trump in vista delle elezioni.

Karoline Leavitt, direttrice della comunicazione della Casa Bianca e una delle figure più fidate di Donald Trump, ha annunciato di lasciare il suo incarico a fine mese. La decisione, resa pubblica da Trump su un social media, è stata motivata da ragioni personali, con il presidente che ha espresso il proprio rispetto e comprensione. La notizia arriva in un momento di crescente instabilità nella Casa Bianca, con una serie di dimissioni e tensioni interne che mettono in luce una gestione sempre più caotica. Leavitt, che ha avuto la seconda figlia a inizio maggio, ha spiegato che la sua decisione è legata al desiderio di dedicare più tempo alla famiglia.
La partenza di Leavitt si colloca in un contesto di tensioni interne e esterne. Pochi giorni prima dell’annuncio, si è reso noto che Leavitt era tra le oltre cento persone lasciate a bordo di un Boeing 747 durante la fuga da Ankara, dove Trump aveva cambiato aereo per paura di minacce iraniane. Mentre la maggior parte della delegazione rimaneva sull’aereo civile, il presidente si è spostato su un mezzo militare, portando con sé solo un gruppo ristretto di fedelissimi. Tra questi non c’era Leavitt, ma Natalie Harp, un’assistente nota per la sua vicinanza al presidente e per le sue attività di supporto.
Un segno di sfaldamento della cerchia di fedelissimi
Leavitt non è certo la prima figura di rilievo a lasciare la cerchia intima di Trump. Negli ultimi mesi, altre importanti figure, come la direttrice dell’intelligence Tulsi Gabbard e la procuratrice generale Pam Bondi, hanno abbandonato il governo per motivi diversi. Questo trend ha suscitato preoccupazioni in Washington, dove si osserva un progressivo distacco di personaggi chiave da un presidente che sembra sempre più isolato. La sua cerchia di fedelissimi si riduce, mentre il potere si concentra sempre più su un gruppo ristretto e informale.
La gestione del potere di Trump appare sempre più frammentata. La partenza di Leavitt, sebbene annunciata come una scelta personale, si colloca in un contesto di crescente instabilità e di una gestione del potere sempre più caotica. A Washington si domanda chi sarà il prossimo a lasciare la Casa Bianca, e se il trend continuerà a interessare figure di rilievo. La crisi interna di Trump, in un momento di tensioni esterne, sembra non avere fine.
Un club prevalentemente femminile di fedelissimi
Leavitt non è l’unica figura di rilievo a lasciare la Casa Bianca. Il club dei fedelissimi di Trump, pur essendo in costante riduzione, è prevalentemente composto da donne. Tra le figure che hanno abbandonato il governo negli ultimi mesi, si contano anche la segretaria della Sicurezza nazionale Kristi Noem e la procuratrice generale Pam Bondi. Questo fenomeno ha suscitato dibattiti su come il presidente gestisce il suo entourage, con una crescente tendenza a privilegiare relazioni personali e a trascurare figure di alto livello.
La sua partenza rappresenta un ulteriore segno di instabilità e di una gestione del potere sempre più frammentata. A Washington si osserva un progressivo distacco di personaggi chiave da un presidente che sembra sempre più isolato. La sua cerchia di fedelissimi si riduce, mentre il potere si concentra sempre più su un gruppo ristretto e informale.
