Trump sconfitto in tribunale: il Tribunale federale respinge la causa per antisemitismo contro Harvard
Trump perde causa contro Harvard: tribunale respinge accusa di antisemitismo

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha visto respinta una causa per antisemitismo presentata contro l’Università di Harvard da un tribunale federale. La decisione, arrivata il 13 agosto 2026, ha stabilito che l’amministrazione USA non ha dimostrato una violazione plausibile dei diritti civili degli studenti ebrei. L’evento segna un ulteriore passo nella lunga battaglia tra il presidente e l’università prestigiosa, che ha visto scorrere mesi di tensioni e accuse reciproche.
La causa e il contesto del conflitto
La causa, presentata lo scorso marzo e annunciata a febbraio, era volta a dimostrare che Harvard avesse creato un clima antisemita sul campus, soprattutto dopo le proteste filopalestinesi seguite alla guerra in Medio Oriente. Trump aveva accusato l’università di aver messo in piedi programmi di formazione “del tutto inappropriati” e di aver violato le leggi federali sui diritti civili. La decisione del giudice Richard Stearns ha respinto la richiesta di intervento della Casa Bianca, affermando che non c’erano elementi sufficienti per sostenere una discriminazione sistematica.
Le conseguenze per Trump e Harvard
La sentenza rappresenta un duro colpo per Trump, che aveva fatto della stretta sulle università considerate ostili alla sua agenda uno dei temi centrali del secondo mandato. La prestigiosa università si era vista tagliare i fondi federali lo scorso maggio, dopo che l’amministrazione aveva congelato 2,2 miliardi di dollari di finanziamenti e aveva comunicato che non avrebbe avuto accesso a nuove sovvenzioni finché non avesse accettato una profonda revisione della governance e delle politiche disciplinari. Harvard aveva risposto impugnando i provvedimenti del governo davanti ai tribunali, trasformando il confronto politico in una complessa battaglia legale. Il presidente aveva ulteriormente irrigidito la propria posizione, definendo Harvard “profondamente antisemita” e arrivando a chiedere un risarcimento danni di un miliardo di dollari. La decisione del giudice non chiude necessariamente ogni fronte del contenzioso, ma ridimensiona uno dei pilastri dell’offensiva della Casa Bianca.
Un confronto che va oltre la politica
La battaglia tra Trump e Harvard ha coinvolto non solo questioni di governance universitaria, ma anche di libertà di espressione e di accesso ai finanziamenti federali. Il presidente aveva attaccato anche il New York Times, accusandolo di aver diffuso informazioni fuorvianti sulle trattative tra il governo e Harvard per un possibile accordo. La sentenza del tribunale, tuttavia, ha messo in chiaro che l’amministrazione non ha fornito prove sufficienti per sostenere le sue accuse. La decisione del giudice Stearns ha messo fine a una fase del conflitto, ma non ha eliminato le tensioni tra il presidente e l’università. Il dibattito sull’antisemitismo e la gestione delle università rimane un tema dibattuto, con implicazioni non solo politiche ma anche sociali e culturali.
