Silvia Monti, l’eleganza e la tenacia di una donna che ha illuminato lo schermo
Silvia Monti, attrice e moglie di Carlo De Benedetti, è morta a 80 anni dopo una malattia.

Silvia Monti, attrice e moglie dell’ingegnere Carlo De Benedetti, è morta a Lugano, in Svizzera, l’11 agosto 2026, all’età di 80 anni, dopo una grave malattia. La notizia ha scosso il mondo del cinema e la comunità dei familiari, con un lutto che ha unito personaggi del mondo dello spettacolo e dell’ambiente. Monti, nata a Bassano del Grappa il 23 gennaio 1946, ha lasciato la sua famiglia a vent’anni per intraprendere la carriera cinematografica, un passo che le avrebbe regalato una seconda vita, come ha raccontato suo marito.
Una carriera che ha illuminato lo schermo
Monti ha debuttato sul grande schermo nel 1969 con un ruolo nel film Fräulein Doktor di Alberto Lattuada. Tra i suoi film più noti ci sono Il corsaro nero di Lorenzo Gicca Palli, Una lucertola con la pelle di donna di Lucio Fulci, Giornata nera per l’ariete di Luigi Bazzoni, Afyon-Oppio di Ferdinando Baldi e Sono stato io!, sempre di Lattuada, con Giancarlo Giannini. Tra i suoi ruoli più significativi, ricordiamo Finché c’è guerra c’è speranza di Alberto Sordi, in cui interpreta Silvia Chiocca, moglie di Pietro, un personaggio che ha segnato l’apice della sua popolarità e l’addio al cinema.
Un matrimonio e una vita di affetti
Monti ha sposato il conte veneziano Luigi Donà dalle Rose, fondatore di Porto Rotondo in Sardegna, con il quale ha avuto due figli, Leonardo e Una. Dopo la separazione nel 1994, i due hanno mantenuto un rapporto di stima reciproca, e Monti ha sempre conservato un forte legame con il borgo sardo, dove aveva gestito la boutique Kiss Me More. Nel 1997, ha sposato Carlo De Benedetti a Torino, in un matrimonio celebrato dall’allora sindaco Valentino Castellani. «Nei miei primi sessant’anni ho avuto un padrone: il lavoro. Poi ho incontrato Silvia, e la prima volta non ci siamo neanche stati simpatici. Invece è successa una cosa che credevo impossibile: mi sono innamorato», ha raccontato De Benedetti in un’intervista.
«Con Silvia scompare una donna di grande sensibilità, intelligenza e umanità, capace di unire discrezione, eleganza e autentica attenzione verso gli altri», ha scritto l’ex ministro dell’Interno Enzo Bianco nel messaggio di cordoglio. Monti è morta a Lugano, dove si era trasferita con De Benedetti dopo il matrimonio. Il nipote, Edoardo Donà dalle Rose, ha condiviso un messaggio su GoFundMe per finanziare la ricerca sulla demenza frontotemporale, malattia di cui Monti soffriva. Vedere una donna che è l’emblema dell’eleganza e della vitalità perdere la propria autonomia così rapidamente è la prova della forza devastante di questo male.
«Una donna dal carattere immenso che ha rappresentato un modello per tutte le donne», ha scritto il nipote, che a novembre andrà a correre la maratona di New York per la nonna e per tutti quelli che affrontano la stessa malattia. Monti, con la sua eleganza e la sua tenacia, ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del cinema e nella vita di chi l’ha conosciuta. I funerali si terranno a Milano, nella Chiesa del Carmine, quartiere Brera, all’inizio della prossima settimana.
Antonio Campo Dall’Orto, Emiliano Fittipaldi e i redattori e i dipendenti di Editoriale Domani partecipano con profondo cordoglio al dolore di Carlo De Benedetti per la scomparsa della moglie. Silvia Monti, sempre lontana dai riflettori, ha condiviso con il marito una lunga vita di affetti, responsabilità e comuni impegni, accompagnandolo con discrezione e sensibilità. Con Silvia scompare una donna di grande sensibilità, intelligenza e umanità. A Carlo De Benedetti va il pensiero partecipe di tutta Editoriale Domani in questo momento di grande dolore.
