LinkedIn lancia una campagna per contrastare i contenuti generati dall’IA

LinkedIn introduce nuove misure per limitare i contenuti generati dall’IA, ritenuti di bassa qualità e poco utili.

Utenti di LinkedIn segnalano contenuti generati dall'IA, la piattaforma introduce nuove misure per migliorare la qualità
Utenti di LinkedIn segnalano contenuti generati dall’IA, la piattaforma introduce nuove misure per migliorare la qualità

LinkedIn ha annunciato una serie di misure per contrastare l’espansione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, noti come “AI slop”, che stanno influenzando negativamente la qualità e l’utilità delle informazioni condivise sulla piattaforma. L’azione, volta a limitare l’uso improprio dell’IA, segue un aumento preoccupante dei post generati artificialmente, che hanno ridotto la credibilità e l’efficacia dei contenuti professionali. La decisione è stata annunciata da Dan Roth, caporedattore e vicepresidente dei contenuti di LinkedIn, che ha spiegato come l’azienda stia cercando di migliorare l’esperienza degli utenti e garantire che il tempo trascorso sulla piattaforma abbia un impatto positivo sul loro lavoro.

Un problema crescente: i contenuti generati dall’IA

Secondo un’analisi di Pangram Labs, il 41% dei post lunghi e il 30% dei commenti pubblicati su LinkedIn tra aprile e giugno sarebbero stati interamente generati dall’intelligenza artificiale. La ricerca ha preso in esame quasi 57 mila contenuti, rivelando una presenza dell’IA più elevata rispetto ad altre piattaforme basate sul testo, come X e Reddit. La società ha anche sottolineato che i contenuti generati artificialmente rappresenterebbero il 29% su X e il 13% su Reddit. Questi dati mettono in luce un problema crescente, che LinkedIn cerca di affrontare con nuove strategie.

Strumenti per identificare e bloccare i contenuti generati dall’IA

LinkedIn ha introdotto recentemente la possibilità per gli utenti di segnalare post e commenti sospetti attraverso l’opzione “seems like AI slop”, riferisce il Wall Street Journal. L’azienda ha anche deciso di eliminare gradualmente la funzione “enhance your post”, che permetteva di utilizzare l’intelligenza artificiale per correggere e riscrivere i testi. La decisione, spiega Roth, è legata sia al basso utilizzo sia alla volontà di non alimentare ulteriormente il problema. Inoltre, LinkedIn prevede di introdurre un avviso per gli utenti i cui contenuti vengono segnalati come potenzialmente generati dall’IA.

La piattaforma ha anche affermato di bloccare ogni giorno oltre 200 mila commenti spam generati dall’intelligenza artificiale prima della pubblicazione. La società sostiene di individuare correttamente circa il 94% dei post generici o prodotti con l’IA, limitandone la distribuzione oltre la rete diretta dell’autore. Tuttavia, LinkedIn non cerca di stabilire se un contenuto sia stato realizzato o meno con l’IA, ma valuta l’utilità per gli utenti. Il tempo trascorso su LinkedIn deve essere un investimento utile per il lavoro degli utenti. Nonostante le misure introdotte, LinkedIn riconosce che misurare con precisione la quantità di contenuti generati o assistiti dall’IA resta sempre più difficile. Non è possibile conoscere esattamente la percentuale di contenuti assistiti dall’IA, nemmeno per la società stessa. La società continua a monitorare l’evoluzione del fenomeno e a valutare nuove strategie per garantire la qualità e l’utilità dei contenuti condivisi sulla piattaforma.