Chiusura estiva del reparto di dermatologia per mancanza di personale: due dottoresse in maternità e una in ferie
Chiusura di venti giorni del reparto di dermatologia a Pordenone per mancanza di personale, due dottoresse in maternità e una in ferie.

Il reparto di dermatologia dell’ospedale di Pordenone ha chiuso per venti giorni, a partire da mercoledì 5 agosto, a causa della mancanza di personale. Due delle tre specialiste in organico sono in maternità, mentre la terza, rimasta in servizio, è in ferie giustificate. La sospensione delle attività è stata annunciata con un cartello appeso alla segreteria, che indica la chiusura dal 5 al 21 agosto 2026, con la ripresa delle attività il 24 agosto. La decisione, spiegata dal direttore generale Asfo Giuseppe Tonutti, è stata definita “momentanea e programmata”, ma ha suscitato preoccupazioni tra i sindacati e i cittadini.
Personale ridotto a un solo medico
Secondo il direttore generale, il reparto ha visto ridursi il personale a un solo medico, a causa delle ferie delle specialiste. «Da cinque medici indicati in pianta organica ne è rimasto solo uno», ha sottolineato un consigliere comunale del Pd, Nicola Conficoni. La situazione, che ha portato alla chiusura estiva del reparto, è vista come un ulteriore tassello di una situazione drammatica che interessa anche altri servizi dell’ospedale. I sindacati, come il Nursind, hanno espresso preoccupazione per la mancanza di personale e la conseguente pressione sui pazienti, che vengono spinti a rivolgersi al privato.
Assunzioni e progetti futuri
Nonostante la situazione critica, il direttore generale ha rassicurato che nei prossimi mesi saranno assunti un medico e rientrerà in servizio una specialista in aspettativa. Inoltre, è stata assunta una giovane dermatologa nell’ultimo concorso di maggio. «Abbiamo una squadra giovane, con un ricambio generazionale e darà i suoi frutti», ha commentato il segretario del Nursind Gianluca Altavilla. Tuttavia, il salario dei dirigenti neoassunti, che oscilla intorno ai 2.200 euro, non è sufficiente a garantire la stabilità del servizio.
La chiusura del reparto ha suscitato reazioni anche da parte dei consiglieri comunali del Pd, che hanno espresso incredulità per la situazione. «Siamo arrivati all’incredibile», hanno affermato Conficoni e Antonella Del Ben. Hanno anche denunciato l’assenza di risposte alle loro segnalazioni e la mancata adozione di soluzioni per migliorare la situazione. Inoltre, hanno criticato l’esternalizzazione delle prestazioni a cooperative e la preferenza per dermatologi “a gettone”.
La situazione, che ha visto la chiusura del reparto per ferie, rappresenta un problema non solo per la dermatologia, ma anche per la sanità pubblica in generale. I sindacati, come il Fp Cgil, hanno sottolineato come la chiusura estiva sia la conseguenza diretta della mancanza di personale. Un servizio che lavora con un solo specialista non può garantire la continuità. La sanità, in questo contesto, sembra sempre più orientata verso la privatizzazione, con un aumento di pazienti che si rivolgono al privato, nonostante le statistiche segnalino un aumento di casi di patologie della pelle.
La mancanza di personale ha portato a una chiusura programmata, ma non ha risolto i problemi strutturali del settore. I sindacati e i cittadini hanno espresso preoccupazione per la gestione del reparto e per la scarsa risposta alle segnalazioni. La situazione, pur essendo temporanea, mette in luce una serie di criticità che riguardano non solo la dermatologia, ma anche altri servizi dell’ospedale. La chiusura estiva del reparto rappresenta un ulteriore segnale di una sanità in difficoltà, con un sistema che non riesce a garantire la continuità del servizio e la soddisfazione dei pazienti.
