Werner Herzog al Festival di Venezia: un’esperienza surreale tra genialità e disarticolazione

Werner Herzog presenta Bucking Fastard al Festival di Venezia: un’esperienza surreale tra genialità e disarticolazione.

Sorelle Hoolbroke vestite da sposa in grotte di stalattiti, film di Werner Herzog al Festival di Venezia
Sorelle Hoolbroke vestite da sposa in grotte di stalattiti, film di Werner Herzog al Festival di Venezia

Werner Herzog presenta al Festival di Venezia 2026 il film Bucking Fastard, un’esperienza cinematografica che mescola genialità e disarticolazione, con le sorelle Hoolbroke interpretate da Kate e Rooney Mara. Il regista bavarese, noto per la sua capacità di creare mondi alternativi, porta in Concorso una storia surreale che si svolge tra Dublino e grotte di stalattiti, con un’atmosfera misteriosa e irriverente. Il film, pur claudicante e disarticolato, è attraversato da un’inconfondibile e misteriosa visione herzoghiana, che ha suscitato l’entusiasmo della sala Darsena del Lido.

Un’esperienza cinematografica tra genialità e disarticolazione

Il film di Herzog, Bucking Fastard, si presenta come una metafora sull’adattabilità sociale nella differenza, con personaggi tratteggiati tra il favolistico e l’attonito. Le sorelle Hoolbroke, interpretate da Kate e Rooney Mara, sono figure naif, mai del tutto psicologicamente scolpite, dissociate più per gioco che per credo. La loro fuga gioiosa, vestite da sposa, dentro a grotte di stalattiti, ha qualcosa di straordinariamente misterioso e irriverente, proprio dell’inclassificabile alfabeto Herzog. Il regista, con la sua capacità di scavare e dipingere un altro mondo possibile, ha creato un’esperienza cinematografica unica, che ha suscitato applausi e commenti contrastanti.

Sebbene il film abbia momenti di pesante macchinosità e di regia affaticata, come i dialoghi e i raccordi tra un blocco e l’altro, è anche un esempio di surreale genialità. La scena in cui una volpe viene introdotta nel quadro finale bucolico e naturalistico è un esempio di questa capacità di Herzog di creare immagini estatiche e selvatiche. Tuttavia, alcuni critici hanno espresso dubbi sulle sorelle Mara, considerandole potenzialmente il punto debole del film. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, come ha sottolineato il giornalista Davide Turrini.

Un’opinione divisa tra entusiasmo e critica

Il film, che ha debuttato al Festival di Venezia 2026, è stato accolto con entusiasmo e critica, come è sempre stato per i lavori di Herzog. Il regista, noto per la sua produzione selvaggia e garibaldina degli anni Settanta e Ottanta, ha ricevuto un Leone d’Oro alla Carriera l’anno scorso, un riconoscimento meritatissimo. Il film, pur con i suoi difetti, rappresenta un’esperienza cinematografica unica, che ha lasciato un’impronta indelebile nella mente del pubblico.

Il film, Bucking Fastard, si svolge in un contesto in cui le sorelle Hoolbroke, interpretate da Kate e Rooney Mara, sono coinvolte in un processo legale per aver stalkerizzato un uomo. La loro reazione, con le stesse parole sovrapponendosi e fisicamente appiccicate, crea un’atmosfera surreale e unica. Il regista, con la sua visione del mondo, ha creato un’esperienza cinematografica che mescola genialità e disarticolazione, come sempre è stato il caso per i suoi film. È lui che ha cercato, scavato, dipinto un altro mondo possibile con il suo cinema, proprio come le sorelle Hoolbroke in Bucking Fastard cercano, dipingono, scavano un mondo “senza ordini restrittivi”, “persone che ti tagliano i capelli”, “dove le volpi non vengono cacciate e possono vivere”.

Il film, pur con i suoi momenti di disarticolazione, è un esempio di come Herzog riesca a creare un’esperienza cinematografica unica, che ha suscitato l’entusiasmo della sala Darsena del Lido. Il regista, con la sua capacità di creare mondi alternativi, ha portato in Concorso un’opera che, sebbene non perfetta, è un’esperienza unica e inedita.