Volkswagen valuta la vendita di Ducati, preoccupazioni per 2 mila dipendenti
Volkswagen valuta la vendita di Ducati, preoccupazioni per 2 mila dipendenti

Volkswagen sta valutando la vendita del marchio Ducati, un piano che ha suscitato preoccupazioni tra i 2 mila dipendenti della casa motociclistica. L’ipotesi, emersa durante la riorganizzazione del gruppo tedesco, mette in discussione un terzo delle quote azionarie, tra cui quelle nell’azienda di Borgo Panigale. La notizia è arrivata mentre Bologna si preparava a celebrare i cento anni della Ducati, un simbolo della Motor Valley. L’azienda, che produce circa 51mila moto e ha un fatturato di quasi un miliardo di euro nel 2025, è considerata da analisti un’impresa solida e autosufficiente, ma la sua destinazione futura rimane incerta.
Un piano di riduzione di posti lavoro e di partecipazioni
Nel Future Plan 2030, Volkswagen prevede una riduzione della forza lavoro di circa 50mila posti, per metà in Germania, che si aggiungono a quelli già in corso. Secondo i media tedeschi, il portafoglio di partecipazioni del gruppo sarà alleggerito di circa 750 quote sulle oltre duemila, con l’ipotesi di quotare in Borsa il marchio di lusso Lamborghini e di far uscire il marchio Seat entro il 2029, sostituendolo con prodotti Cupra. La decisione di ridurre le partecipazioni potrebbe influire anche sul destino di Ducati, ma per ora non è stata presa una decisione definitiva.
«Sappiamo di questo piano dell’azionista che sta rivalutando le sue partecipazioni e Ducati è una di queste – ha detto ieri l’amministratore delegato Claudio Domenicali -, ma non c’è stata ancora nessuna decisione finale». La società è «molto sana, solida», ha aggiunto, e le eventuali scelte sull’occupazione dipenderanno «dal mercato delle moto», non da Wolfsburg. La riduzione di posti lavoro non è legata al destino di Ducati, ma a una strategia di costi più bassi e margini più alti.
Un’incertezza che preoccupa la regione Emilia-Romagna
La notizia ha scatenato una fase di verifiche in Emilia-Romagna, dove la Ducati dà lavoro a circa 2.000 persone. Il presidente della regione, Michele de Pascale, ha chiesto al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di aprire un tavolo per valutare l’impatto della decisione sul settore. «Ducati non è una partecipazione industriale come le altre», ha sottolineato, sottolineando l’importanza del marchio per la Motor Valley, che conta circa 40mila imprese attive. La riduzione di posti lavoro e la potenziale vendita del marchio potrebbero influire su un settore già in difficoltà.
Intanto, il titolo Volkswagen è salito del 6,85% dopo l’approvazione del piano, con mercati che hanno accolto con favore la prospettiva di costi più bassi e margini più alti. Tuttavia, la riduzione di posti lavoro e la potenziale vendita di Ducati rimangono un tema delicato, con il rischio di mettere in discussione la stabilità del settore motociclistico italiano. La decisione non è ancora definitiva, ma l’incertezza ha creato un clima di preoccupazione tra i dipendenti e i sindacati.
La situazione è in fase di verifica, con il confronto tra il gruppo e i sindacati che proseguirà anche tramite Audi, attraverso cui Volkswagen controlla il marchio di Borgo Panigale. I rappresentanti italiani si stanno coordinando con gli omologhi tedeschi di IG Metall, mentre eventuali passaggi pubblici sono rinviati a quando arriveranno risposte. La decisione finale, se si concretizzerà, potrebbe influire non solo sul destino di Ducati, ma anche sul futuro dell’industria motociclistica italiana.
