Al via l’anno scolastico, nuovi docenti in ruolo ma precariato e costi dei libri restano nodi irrisolti
Al via l’anno scolastico, nuovi docenti in ruolo ma precariato e costi dei libri restano nodi irrisolti

Al via l’anno scolastico 2026/2027, con oltre 37 mila nuovi docenti immessi in ruolo. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato la conclusione delle immissioni in ruolo, che hanno raggiunto un totale di 37.430 unità, un incremento rispetto al 2025/2026. Tuttavia, il sistema scolastico italiano continua a vivere un periodo di tensione, con il precariato e i costi dei libri scolastici che restano tra i principali problemi. Mentre i nuovi docenti iniziano a lavorare, sindacati e presidi segnalano una situazione complessa, con numeri di supplenze elevati e un sistema di reclutamento non sufficiente a garantire stabilità.
Un anno scolastico iniziato con nuovi docenti, ma con nodi irrisolti
La stagione scolastica ha visto l’immersione in ruolo di 37.430 docenti, un incremento rispetto al 2025/2026, quando le immissioni erano state di 29.685. Tuttavia, il numero di supplenze necessarie per coprire le assenze rimane elevato: circa 118 mila posti, con un aumento di quasi 10 mila rispetto all’anno precedente. I presidi chiedono una cabina di regia per gestire la situazione e un supporto più concreto per i dirigenti scolastici, che si trovano spesso a gestire situazioni complesse da soli.
La precarietà continua a essere un problema centrale.
La Flc Cgil ha espresso preoccupazione per la persistente precarietà, con oltre 200.000 precari tra docenti e personale Ata. Gli stipendi restano tra i più bassi d’Europa, e la mancanza di stabilità ha un impatto diretto sulla qualità dell’istruzione. Inoltre, il sindacato ha criticato lo stanziamento di 20 milioni per dispositivi di raffrescamento, che corrispondono a 57 euro per classe, un importo insufficiente per garantire un adeguato supporto alle aule.
Costi dei libri scolastici in aumento, ma non si parla di detrazioni
Un altro tema di preoccupazione riguarda l’aumento dei costi dei libri scolastici, che quest’anno sono saliti del 2,3%. L’Unione Consumatori ha accusato il ministro Valditara di aver concesso di alzare dal 15% al 20% la possibilità per le scuole di sforare il tetto di spesa per i libri. Il Codacons, invece, chiede al governo che libri e materiale scolastico siano detraibili, un tema che non ha ancora trovato una risposta concreta.
La situazione non è migliorata, ma i numeri parlano di un tentativo di risposta.
La Gilda degli insegnanti, attraverso il coordinatore Carlo Vito Castellana, ha sottolineato il paradosso tra la presenza di centinaia di migliaia di precari e il sistema di reclutamento farraginoso. Anche Giuseppe D’Aprile, presidente della Uil Scuola, ha espresso scetticismo, sottolineando che il sistema si basa ancora sul lavoro precario e che le immissioni in ruolo non coprono completamente i posti disponibili. La situazione, quindi, non è migliorata, ma si cerca di trovare una soluzione attraverso nuove assunzioni e procedure di reclutamento. Con l’inizio dell’anno scolastico, il dibattito su precariato, costi e qualità dell’istruzione si intensifica. Mentre i nuovi docenti iniziano a lavorare, il sistema resta in bilico tra tentativi di risposta e problemi irrisolti. La strada per una soluzione definitiva sembra ancora lunga, ma i numeri e le richieste dei sindacati indicano una volontà di cambiamento.
