Vendemmia anticipata per la siccità, i Consorzi del Prosecco chiedono un piano per l’acqua

Siccità e caldo estremo spingono i Consorzi del Prosecco a chiedere nuovi invasi e una gestione strategica delle risorse idriche.

Colline del Prosecco senza acqua, viticoltori chiedono soluzioni per la gestione delle risorse idriche
Colline del Prosecco senza acqua, viticoltori chiedono soluzioni per la gestione delle risorse idriche

La vendemmia del Prosecco è stata anticipata a causa della siccità e del caldo estremo, con i Consorzi del settore che lanciano un appello per una gestione strategica delle risorse idriche. Da Valdobbiadene a Asolo Montello, le colline del vino più famoso d’Italia si trovano a fronteggiare una situazione di crisi, con temperature record e mancanza di piogge che hanno reso necessario un intervento immediato. I viticoltori, in particolare quelli della zona Unesco, chiedono nuovi invasi e una maggiore attenzione alle riserve d’acqua per garantire la sostenibilità del settore.

Le condizioni climatiche hanno spinto all’anticipo della vendemmia

La siccità e le temperature elevate, che hanno interessato anche le notti, hanno reso necessario un intervento rapido per salvaguardare la qualità delle uve. «La vite sopra ad una certa temperatura non lavora, va in riposo, si ferma e per l’accrescimento dell’acino ci rimette un po’», spiega Franco Adami, presidente del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore docg. L’anticipo della vendemmia, avvenuto a partire da lunedì, è stato una scelta strategica per preservare la freschezza delle uve, anche se le condizioni climatiche hanno reso l’annata particolarmente complessa.

Un’annata calda e secca, ma con uve in salute

Nonostante le sfide climatiche, i viticoltori hanno riuscito a raccogliere uve perfettamente sane, con parametri di acidità e zuccheri soddisfacenti. «In questa annata complessa, l’esperienza dei viticoltori, che in questi anni hanno imparato a gestire anche condizioni molto difficili, ha permesso di raccogliere uve perfettamente sane», conferma Michele Noal, presidente del Consorzio di Tutela. Le piogge degli ultimi giorni e il calo delle temperature hanno contribuito a migliorare le condizioni, ma la siccità rimane un problema critico per il futuro.

Il Consorzio Vini Asolo Montello, insieme a altri enti del settore, ha lanciato un appello per una gestione più strategica delle risorse idriche. «Il 2026 è un’annata molto calda e la siccità è stato l’elemento maggiormente problematico», sottolinea Noal. «Una situazione che non si esclude si possa ripetere anche in futuro e, proprio per questo, ragionare già da ora sulle soluzioni per il prossimo anno diviene particolarmente importante». L’obiettivo è trovare soluzioni a lungo termine, come l’impegno per migliorare gli invasi bellunesi e trevigiani, in modo da poter immagazzinare acqua nei mesi di pioggia.

La collaborazione tra i Consorzi e le istituzioni locali è fondamentale per trovare soluzioni concrete. «L’attenzione da parte di tutti gli enti e istituzioni è molto alta», conferma Adami. «Noi dobbiamo trovare delle soluzioni per poter portare l’irrigazione a tutte le colline della core zone Unesco che sono quelle che hanno sofferto di più». L’obiettivo è garantire la sostenibilità del settore vitivinicolo, in un contesto climatico sempre più estremo e imprevedibile.

La siccità e il caldo estremo hanno reso necessario un intervento immediato, ma la sfida non è solo tecnica. È necessario un piano strategico per gestire le risorse idriche, soprattutto in collina, dove l’irrigazione non è sempre possibile. Se non troveremo delle soluzioni, e sono ottimista che le troveremo, migliorati gli invasi bellunesi e trevigiani, nei mesi in cui piove dobbiamo imparare ad immagazzinare acqua, conclude Adami. La strada è lunga, ma i Consorzi del Prosecco sono pronti a fare di più per salvaguardare il loro patrimonio vitivinicolo.