Un uomo di Cuneo ascolta Radio Maria a volume alto per confortare la madre, giudice lo assolve

Un uomo di Cuneo ascolta Radio Maria a volume alto per confortare la madre, giudice lo assolve

Un uomo ascolta Radio Maria a volume alto per confortare la madre, giudice lo assolve
Un uomo ascolta Radio Maria a volume alto per confortare la madre, giudice lo assolve

Un uomo di Cuneo ascolta Radio Maria a volume alto per confortare la madre

Un uomo residente nel Cuneese è stato denunciato per molestie da un vicino, ma il Tribunale di Cuneo ha assolto l’uomo, ritenendo che il suo comportamento fosse motivato da un bisogno morale. L’uomo, che ascoltava continuamente Radio Maria a volume alto, aveva l’obiettivo di confortare la madre malata, una donna anziana molto devota. Il giudice ha sottolineato che il comportamento non costituiva un reato, ma un’azione utile per la salute mentale della donna.

La motivazione morale ha pesato sulle decisioni del tribunale. Il giudice Ruggiero Berardi ha spiegato che l’uomo, all’epoca dei fatti, assisteva la madre, la quale trovava conforto e beneficio nell’ascoltare le preghiere in diretta. La radio era tenuta accesa per diverse ore consecutive, e il volume era mantenuto alto per garantire la chiarezza delle trasmissioni. Il giudice ha ritenuto che tale azione fosse un’utile forma di supporto morale, non un comportamento da sanzionare.

La vicenda risale al 2023 e ha visto due interventi dei carabinieri

La vicenda ha avuto inizio nel 2023, quando il vicino ha denunciato l’uso della radio come molesto. A marzo, il vicino ha chiamato i carabinieri lamentando che l’apparecchio venisse posizionato sul muro di confine e che il volume fosse alzato appositamente per infastidirlo. Le registrazioni video allegate al fascicolo non sono state ritenute sufficienti a stabilire con certezza il volume effettivo. Il giudice ha ritenuto insufficienti le prove raccolte per sanzionare l’uomo.

Le prove non hanno confermato l’uso del volume eccessivo. A ottobre, i carabinieri sono intervenuti una seconda volta per placare un nuovo scontro tra i due vicini. Fu in quell’occasione che l’uomo ha spiegato come le condizioni di salute della madre si fossero ulteriormente aggravate, tanto da costringerla a letto. Il giudice ha accolto questa spiegazione e ha ritenuto plausibile la ricostruzione dell’uomo in merito alla collocazione della radio con finalità di beneficio per l’anziana madre.

Il giudice ha sottolineato che l’uso della radio per ascoltare le trasmissioni religiose era un’azione utile per la salute mentale della donna. Le trasmissioni erano sempre sintonizzate su Radio Maria e la radio restava accesa per diverse ore consecutive. Il giudice ha ritenuto che tale comportamento non costituisse un reato, ma un’azione di supporto morale. La sentenza ha anche condannato il vicino a pagare 1.500 euro di spese legali. Il giudice ha riconosciuto l’utilità morale del comportamento dell’uomo. La vicenda ha visto un’intera serie di interventi da parte dei carabinieri, ma il tribunale ha preferito ascoltare la spiegazione dell’uomo e ha ritenuto che il suo comportamento fosse motivato da un bisogno reale e non da un comportamento disturbante. La sentenza ha quindi assolto l’uomo e ha condannato il vicino a pagare le spese legali.