Crollo a Messina, tre vittime accertate e tre indagati per omicidio colposo
Crollo a Messina: tre vittime e tre indagati per omicidio colposo. Sono in corso ricerche per i dispersi.

Il crollo di una palazzina a Messina ha causato tre vittime accertate e ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre persone per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Il dramma si è verificato il 30 luglio, nella zona sud del capoluogo peloritano, in località Pistunina, dove l’edificio è crollato, intrappolando almeno sei persone. Dopo giorni di ricerche, oggi, sabato 1 agosto, è stato recuperato il corpo della terza vittima, mentre le operazioni di soccorso proseguono per trovare altre tre persone ancora disperse.
Le vittime e i dispersi
Le tre vittime accertate sono state identificate come Rosa Leone, sorella dell’imprenditore Carmelo, e Alessandra Frazzica, una commessa 21enne che lavorava nell’emporio del primo piano. Il terzo corpo estratto dalle macerie è in fase di riconoscimento da parte dei familiari. Fino a poche ore fa, i dispersi erano Sara Leone, sorella di Carmelo e Rosa, e Santino Magazzù, il marito di Rosa Leone. Le operazioni di ricerca sono in corso con la collaborazione dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri, che continuano a scavare tra le macerie.
Le indagini sono iniziate e si concentrano sul cantiere aperto per il rimodernamento del piano terra.
Le accuse e i reati contestati
La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta e ha iscritto nel registro degli indagati tre persone, tra cui i legali rappresentanti delle ditte impegnate nei lavori di ristrutturazione e un tecnico. I reati contestati sono l’omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e la rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo i pm, la causa del crollo potrebbe essere legata al cantiere aperto per il rimodernamento dei locali del piano terra, dove doveva aprire una macelleria.

Le indagini sono iniziate e si concentrano sulle cause del crollo, che ha avuto caratteristiche tipiche di un cedimento di strutture portanti ai piani inferiori. L’ipotesi è che durante i lavori qualcuno abbia abbattuto un pilastro o un muro portante, causando il collasso dell’intero edificio. Dopo il crollo, sono state registrate delle batterie di litio che si sono incendiate, creando un accumulo di gas e calore che ha ostacolato le operazioni di soccorso.
Le operazioni di soccorso e le reazioni locali
La Procura ha diffuso un comunicato stampa in cui ha annunciato l’apertura dell’inchiesta e l’iscrizione dei tre indagati. Il sindaco di Messina, Federico Basile, ha definito il lavoro dei Vigili del Fuoco “encomiabile” e ha annunciato che gran parte delle attività programmate per l’estate sono state sospese. Il governatore siciliano Renato Schifani, insieme al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, ha incontrato le autorità locali e i responsabili delle strutture operative dei soccorsi. Le operazioni di soccorso sono state ostacolate dall’accumulo di gas e calore provocati dalle batterie di litio del negozio del primo piano che si erano incendiate dopo il crollo. Con il passare delle ore, i fumi si sono diradati, rendendo un po’ più semplice il lavoro dei soccorritori. Il comandante dei Vigili del Fuoco di Messina, Michele Burgio, ha spiegato che l’individuazione e il recupero delle vittime è stato un lavoro consequenziale, con una certa prevedibilità.
