Trump: “La guerra con l’Iran è un conflitto militare, per noi sono briciole”
Trump definisce la guerra con l’Iran come un conflitto militare, minimizzando il suo impatto per gli Stati Uniti.

Donald Trump ha definito la guerra con l’Iran come un “conflitto militare” e ha sottolineato che per gli Stati Uniti è una questione di poco rilievo. Lo ha detto durante un’intervista in cui ha risposto a una domanda su come definire il confronto con l’Iran, dopo che il vicepresidente JD Vance aveva spiegato che non si tratta di una guerra. “Molti non la chiamano una guerra”, ha detto Trump, “io la chiamo un conflitto militare, per noi sono briciole”. Il presidente ha minimizzato il numero di vittime americane, ricordando che in Vietnam ne hanno persi migliaia.
Un piano per il dopo-guerra in Medio Oriente
L’amministrazione Trump sta lavorando a un piano per il dopo-guerra in Medio Oriente, che è ancora in fase iniziale. L’obiettivo è contenere l’Iran e estendere gli accordi di Abramo per normalizzare i rapporti tra Israele e i Paesi dell’area. Tuttavia, la pianificazione è influenzata da due eventi chiave: le elezioni in Israele in ottobre e le midterm negli Stati Uniti. “Controlliamo lo Stretto di Hormuz, abbiamo praticamente preso il controllo dell’Iran”, ha aggiunto Trump, senza escludere un possibile attacco a Pickaxe Mountain “molto presto”.
Trump ha anche commentato il caso di Lindsay Clancy, la madre che ha ucciso i tre figli. “E’ una tragedia terribile”, ha detto, aggiungendo che “penso che ci sarà un nuovo processo”. Ha sottolineato che la donna ha commesso un atto orribile e che “andrà in un’istituzione per problemi mentali o in prigione”. Il caso ha acceso un dibattito nazionale sulla depressione e sulla psicosi post-partum, con l’America che ha seguito il processo in diretta.
Il processo a Lindsay Clancy è stato dichiarato nullo per mancanza di un verdetto da parte della giuria. L’ANSA ha riferito che il caso ha incollato l’America alla tv e ha acceso il dibattito sulla psicosi post-partum. Trump ha ribadito il suo sostegno ai data center, affermando che “se volete pagare meno tasse ed essere ricchi, allora accettate i data center”. Ha spiegato che molti americani non vogliono i centri dati nelle loro comunità per via dell’inquinamento e del rialzo dei prezzi dell’energia.
Missione di negoziatori per la pace in Ucraina
Il presidente ha annunciato che due inviati, Steve Witkoff e Jared Kushner, partiranno per Russia e Ucraina per cercare di trovare una soluzione al conflitto. “Vedremo se possiamo fare qualcosa”, ha detto, sottolineando che “Putin non ha intenzione di attaccare i territori della NATO”. Trump ha anche parlato del rapporto con la Cina, sottolineando che “abbiamo un buon rapporto commerciale con la Cina” e che il presidente cinese Xi Jinping visiterà la Casa Bianca il 24 settembre. Trump ha ribadito la sua posizione sui data center, affermando che “non vorrei vedere un’occasione persa”. Il tema ha suscitato dibattito nel Paese, con molti che non vogliono i centri dati nelle loro comunità per motivi ambientali e economici. L’amministrazione sta cercando di trovare un equilibrio tra crescita economica e protezione dei territori.
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