Torino, rissa all’alba in corso Vercelli: due feriti gravi, sospetto spaccio
Due giovani feriti gravi in rissa all’alba a Torino, sospetto legato allo spaccio

Alle prime luci dell’alba, in corso Vercelli a Torino, si è verificata una rissa che ha causato due feriti gravi e un terzo ferito in modo meno grave. I due giovani, poco più che ventenni, sono stati ricoverati in codice rosso alle Molinette e al Giovanni Bosco a causa di ferite provocate da armi da taglio. L’episodio, che ha coinvolto una terza persona rimasta illesa, si sospetta sia legato al controllo del territorio e allo spaccio. I carabinieri di Barriera di Milano e del nucleo radiomobile sono intervenuti poco dopo le 5, quando più di una persona ha segnalato la situazione. I militari hanno trovato tre ragazzi a terra, in mezzo al sangue, e hanno chiamato i medici del 118. Il più grave, con ferite alla testa e al torace, è stato trasportato in ambulanza, mentre il secondo è ricoverato per ferite al torace. Il terzo giovane è stato medicato sul posto.
La rissa e il contesto di sicurezza
La rissa ha avuto origine in corso Vercelli, dove è stato trovato un coltello, e si è protratta fino a corso Giulio Cesare. I carabinieri stanno cercando di ricostruire l’origine dell’episodio e di identificare chi ha ferito i tre ragazzi. L’incidente, che rappresenta l’ultimo in ordine di tempo in un quartiere dove la criminalità è un allarme sociale, si sospetta sia legato al controllo del territorio e allo spaccio. Resta però da chiarire i dettagli. Una mano a chi indaga potrebbe arrivare dai filmati di alcune telecamere che monitorano la zona.
Un giovane ha subito ferite profonde al collo e all’addome, mentre l’altro ha perso quasi completamente il braccio tra polso e gomito. Entrambi sono codici rossi. L’episodio è solo l’ultimo in una serie di violenze che hanno colpito il quartiere Aurora. I carabinieri stanno cercando di capire quante altre persone siano coinvolte nella rissa e, soprattutto, chi abbia ferito i tre ragazzi.
Le reazioni politiche e le richieste
Le reazioni sono state immediate da parte di rappresentanti politici e comitati locali. Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7, ha espresso preoccupazione per l’ennesimo atto di violenza in zona, sottolineando che le operazioni di pattugliamento e i controlli straordinari, pur necessari, non bastano più a stroncare lo spaccio. Le azioni investigative devono essere più approfondite per stroncare le organizzazioni criminali che gestiscono lo spaccio. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di reperire i 60mila euro per realizzare una cancellata per chiudere il giardino Madre Teresa di notte, come si fa in molte città europee.
Patrizia Alessi, capogruppo di Fratelli d’Italia nella stessa Circoscrizione, ha sottolineato l’importanza di rendere la vita difficile a chi commette reati, garantendo maggiore sicurezza. È necessario controllare l’identità e la regolarità della posizione di chi frequenta l’area, dove abitano e la validità dei contratti di affitto. Per lei, senza queste misure, il lavoro delle forze dell’ordine rischia di essere vanificato.
Gioacchino Perri, presidente del Comitato Cittadini Quadrilatero Aurora, ha chiesto a Comune e Prefettura un tavolo operativo urgente. «Quanto accaduto ancora una volta in corso Vercelli, nell’area del Giardino Madre Teresa di Calcutta, non può essere archiviato come un semplice episodio di degrado. È la conferma di ciò che come Comitato denunciamo da oltre dieci anni: le operazioni di pattugliamento e i controlli straordinari, per quanto necessari e per cui ringraziamo le Forze dell’Ordine, da soli non bastano più a restituire sicurezza e vivibilità al quartiere. Non bastano più gli interventi spot», ha detto.
