Cugini di Saman Abbas depositano ricorsi in Cassazione contro ergastolo

Cugini di Saman Abbas depositano ricorsi in Cassazione contro ergastolo, contestano sentenza di secondo grado.

Cugini di Saman Abbas depositano ricorsi in Cassazione contro ergastolo
Cugini di Saman Abbas depositano ricorsi in Cassazione contro ergastolo

Il 1 novembre 2025, i cugini Ikram Ijaz e Noman Ul Haq, coinvolti nell’omicidio di Saman Abbas, hanno depositato ricorsi in Cassazione contro la sentenza di secondo grado emessa in aprile. La diciottenne di Novellara fu assassinata e sepolta il 1 maggio 2021 nelle campagne vicino alla sua casa. I cugini, tutelati dagli avvocati Mariagrazia Petrelli e Luigi Scarcella, contestano l’ergastolo inflittogli per omicidio e soppressione di cadavere, con aggravanti di premeditazione e motivi abietti. La difesa sostiene che la sentenza non sia basata su una valutazione imparziale dei fatti, ma su una lettura selettiva e pregiudiziale.

Contestazione della sentenza di secondo grado

Nelle 288 pagine presentate, gli avvocati Scarcella e Petrelli sostengono che la sentenza di secondo grado non si fonda su una verifica obiettiva dei fatti, ma su una dimostrazione a posteriori della tesi iniziale. La difesa afferma che la sentenza non ha considerato in modo equo le prove e ha privilegiato una visione pregiudiziale della colpevolezza dei ricorrenti. I cugini, in primo grado assolti, sono ora accusati di aver partecipato all’omicidio e alla sepoltura del corpo di Saman Abbas.

La Corte d’Assise d’Appello, presieduta da Domenico Pasquale Stigliano, ha riformato il verdetto di primo grado, ritenendo sussistenti le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti. I genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio e la soppressione del cadavere. Lo zio Danish Hasnain, che aveva trovato il corpo della ragazza un anno e mezzo dopo l’omicidio, ha visto la sua pena aumentata da 14 a 22 anni. In primo grado, aveva beneficiato di uno sconto di un terzo per aver richiesto il rito abbreviato.

Le aggravanti e la contestazione

La difesa dei cugini ha sottolineato che la sentenza di secondo grado non ha considerato in modo equo le prove e ha privilegiato una visione pregiudiziale della colpevolezza dei ricorrenti. I motivi di impugnazione sono otto, tra cui la contestazione dell’aggravante della premeditazione e la partecipazione dei cugini all’omicidio. La famiglia di Saman Abbas, che aveva rifiutato un matrimonio combinato e frequentava un altro ragazzo, ha visto la sua vita considerata troppo libera e occidentale per le usanze della famiglia.

La sentenza di secondo grado ha ritenuto sussistenti le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti, anche se in primo grado i cugini erano stati assolti. La difesa sostiene che la sentenza non ha considerato in modo equo le prove e ha privilegiato una visione pregiudiziale della colpevolezza dei ricorrenti. La contestazione si concentra soprattutto sulla lettura selettiva e pregiudiziale dei fatti. I cugini, che avevano rifiutato un matrimonio combinato e frequentavano un altro ragazzo, sono ora accusati di aver partecipato all’omicidio e alla sepoltura del corpo di Saman Abbas.

La difesa ha anche sottolineato che la sentenza non ha considerato in modo equo le prove e ha privilegiato una visione pregiudiziale della colpevolezza dei ricorrenti. La contestazione riguarda la mancanza di una valutazione imparziale del compendio probatorio. I cugini, che in primo grado erano stati assolti, sono ora accusati di aver partecipato all’omicidio e alla sepoltura del corpo di Saman Abbas. La famiglia ha visto la sua vita considerata troppo libera e occidentale per le usanze della famiglia.