Terremoto in Giappone: il missionario Pime racconta la situazione in zona colpita
Missionario Pime racconta la situazione dopo terremoto in Giappone: case inagibili e emergenza.

Un missionario racconta la situazione dopo il terremoto in Giappone
Padre Ferruccio Brambillasca, missionario del Pime e parroco a Yatsushiro, ha raccontato i drammatici momenti del sisma che ha colpito il sud del Giappone. Il terremoto, di magnitudo 7,1, ha causato danni diffusi e ha lasciato la comunità in situazione di emergenza. Il religioso, originario di Monza, ha spiegato che la sua casa parrocchiale, la chiesa e la sua abitazione sono inagibili. “Ho dormito in macchina”, ha detto, spiegando che le scosse di assestamento continuano e la situazione è tutt’ora instabile. La comunità cristiana, composta soprattutto da anziani, è in difficoltà. Molti hanno lasciato le proprie abitazioni per trasferirsi dai parenti, alcuni si sono anche feriti. “È giusto che pensino prima a sé stessi che alle strutture della Chiesa”, ha aggiunto. Nonostante la situazione, il padre ha sottolineato che “non ci sentiamo soli”, grazie al sostegno della Chiesa locale e di volontari che si stanno mobilitando per aiutare.
Le condizioni di emergenza e i rischi
La situazione è ancora di emergenza. “Siamo senza acqua né elettricità”, ha detto il missionario, spiegando che le strutture ospedaliera sono sovraffollate e le persone con ferite non gravi vengono invitate a tornare nei giorni successivi. Il padre ha anche sottolineato i rischi legati agli oggetti pesanti all’interno delle abitazioni. “Se ci si trova all’interno di un edificio e un armadio, una libreria o altri mobili pesanti cadono addosso, si possono subire ferite anche gravi”, ha spiegato.
La chiesa ha riportato danni al pavimento, con crepe che richiedono una valutazione attenta. Il padre ha anche raccontato che alcuni templi in legno sono stati gravemente danneggiati, praticamente distrutti. “La situazione è piuttosto seria”, ha concluso. La ripresa sarà un’impresa tutt’altro che semplice. “Probabilmente ci vorrà almeno un mese per ripristinare tutto”, ha detto il missionario. La chiesa, in particolare, ha riportato danni al pavimento, con crepe che richiedono una valutazione attenta prima di permettere ai fedeli di rientrare. Il padre ha anche raccontato che alcuni templi in legno sono stati gravemente danneggiati, praticamente distrutti. “La situazione è piuttosto seria”, ha concluso.
La gente ha paura? Sì, la paura c’è. Mi hanno raccontato che, circa dieci anni fa, anche qui ci fu un forte terremoto che causò diverse vittime, ma non è stato così forte come quello di questi giorni. Anch’io ho vissuto il terremoto del 2011: ero a Tokyo. Tuttavia, trovandomi questa volta a pochissimi chilometri dall’epicentro, la scossa l’ho avvertita in modo particolarmente violento. Ma stiamo bene. Adesso bisogna affrontare il problema del recupero delle abitazioni e di tutto ciò che è stato danneggiato. È un’impresa tutt’altro che semplice. Si stanno già mobilitando dei volontari che, probabilmente nei prossimi giorni, verranno ad aiutarci. Da soli è davvero difficile rimettere ordine e recuperare tutto.
Il vescovo è venuto a trovarmi insieme ad altri due sacerdoti e ha potuto constatare personalmente quanto la situazione sia complessa. La Chiesa locale ci è molto vicina. Sento una grande amicizia e una forte fraternità.
