Yara Gambirasio e Sharon Verzeni, l’avvocato di Massimo Bossetti contesta la distruzione dei campioni di dna

L’avvocato di Massimo Bossetti chiede di confrontare il dna di Moussa Sangare con quello di Yara Gambirasio e Sharon Verzeni, ma la criminologa lo definisce fantasioso.

Yara Gambirasio e Sharon Verzeni, l'avvocato di Massimo Bossetti contesta la distruzione dei campioni di dna
Yara Gambirasio e Sharon Verzeni, l’avvocato di Massimo Bossetti contesta la distruzione…

L’avvocato Claudio Salvagni, difensore di Massimo Bossetti, ha espresso dubbi sulla distruzione di campioni di dna rilevati sul corpo di Yara Gambirasio, la tredicenne uccisa nel 2011. Salvagni ha sottolineato che i reperti, compreso il dna di “ignoto 1”, sono stati distrutti dopo essere stati spostati in un ufficio corpi di reato, un passaggio che ha suscitato perplessità. Secondo il legale, la mancanza di analisi completa del dna mitocondriale potrebbe compromettere la validità delle prove esistenti.

La difesa di Bossetti chiede un confronto tra i campioni di dna

Salvagni ha espresso l’idea di confrontare il dna di Moussa Sangare, l’uomo in carcere accusato dell’omicidio di Sharon Verzeni, con quello di Yara Gambirasio. L’ipotesi, tuttavia, è stata definita “fantasiosa” da Roberta Bruzzone, criminologa che ha risposto su Giallo. Secondo la criminologa, l’assassino di Yara è già in carcere, e l’idea di un serial killer che avrebbe ucciso più volte non ha fondamento. La difesa, però, sostiene che la distruzione dei campioni di dna potrebbe aver reso impossibile un’analisi completa.

La distruzione dei campioni ha scatenato un dibattito giudiziario. La pm Letizia Ruggeri, che indagò sul caso Yara, ha spostato 54 campioni di dna, causando la distruzione dei reperti. Questo passaggio ha portato a un’indagine per frode processuale e depistaggio. La difesa di Bossetti aveva ottenuto l’autorizzazione a analizzare i campioni, ma cinque giorni dopo, i reperti sono stati portati in un ufficio corpi di reato, dove sono andati distrutti. Salvagni sostiene che la mancanza di analisi completa del dna mitocondriale potrebbe compromettere la validità delle prove.

Un dibattito che riguarda la validità delle prove

Salvagni ha anche sottolineato che il dna di “ignoto 1” trovato negli indumenti intimi di Yara non è sufficiente a confermare l’identità di Bossetti, poiché manca l’analisi del dna mitocondriale. Inoltre, il legale ha sottolineato che il dna mitocondriale potrebbe rivelare una terza persona, un elemento che potrebbe cambiare la prospettiva dell’indagine. La criminologa Bruzzone ha ribadito che l’ipotesi di un serial killer non ha fondamento, e che l’assassino di Yara è già in carcere.

La distruzione dei campioni ha suscitato dibattiti su come le prove siano state gestite. La difesa di Bossetti ha anche sottolineato che il dna mitocondriale potrebbe rivelare una terza persona, un elemento che potrebbe cambiare la prospettiva dell’indagine. La criminologa Bruzzone ha ribadito che l’ipotesi di un serial killer non ha fondamento, e che l’assassino di Yara è già in carcere. La distruzione dei campioni di dna ha suscitato dibattiti su come le prove siano state gestite nel caso di Yara Gambirasio.