Lo studio sulle creme solari e il rischio melanoma: cosa dice davvero la ricerca
Lo studio sulle creme solari e il rischio melanoma: cosa dice davvero la ricerca. Un video afferma che le creme aumentano il cancro, ma gli autori dell’indagine spiegano il paradosso.

Un video circolato su Instagram afferma che le creme solari aumentano il rischio di melanoma, ma gli autori dello studio scientifico citato spiegano che la correlazione registrata non indica una causa diretta. Lo studio, condotto su circa 470.000 persone, ha suscitato dibattiti tra esperti e divulgatori scientifici, che hanno sottolineato come il video distorca le conclusioni. Secondo gli autori, l’uso della crema non è legato all’aumento del cancro, ma il cancro potrebbe spingere a usarla di più. La crema solare, invece, è raccomandata per prevenire i danni causati dai raggi UV.
Lo studio non riguarda le creme solari, ma l’interazione genetica
Lo studio, pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention nel novembre 2023, non è una ricerca sull’efficacia delle creme solari, ma un’analisi genetica sull’interazione tra varianti del DNA e comportamenti a rischio. La crema solare era una variabile di contorno, non l’oggetto principale dell’indagine. Gli autori, Jeremian et al. del McGill University Health Centre, hanno definito la correlazione tra uso della crema e aumento del rischio di tumori cutanei una «scoperta paradossale».
La spiegazione fornita dagli autori è chiara: chi usa più crema tende a trascorrere più tempo al sole, non la riapplica abbastanza, o inizia a usarla con maggiore attenzione dopo una diagnosi di tumore. Questi fattori comportamentali influenzano i dati, non l’efficacia della crema. La conclusione dello studio è netta: l’uso adeguato e frequente della protezione solare è raccomandato, al contrario di quanto afferma il video.
Le reazioni della comunità scientifica
La divulgatrice scientifica Beatrice Mautino ha segnalato all’Ordine dei medici di Roma che il video diffonde «informazioni false». Anche Paolo Ascierto, oncologo e ricercatore italiano, ha condannato il contenuto, sottolineando che i messaggi sono «distorti, quando non apertamente falsi». Gli esperti ribadiscono che i raggi UV danneggiano il DNA e che le scottature, specialmente nell’infanzia, raddoppiano il rischio di melanoma. Lo studio ha identificato tra i principali fattori di rischio per il melanoma le scottature solari nell’infanzia e l’uso di lampade abbronzanti. Il gene FANCA, in particolare, mostra interazioni significative con l’esposizione solare e l’uso di lampade, aumentando il rischio in chi presenta determinate varianti genetiche. Questo risultato sottolinea l’importanza di una medicina di precisione, che combina dati genetici, clinici e comportamentali.
La crema solare non è tossica, ma serve per prevenire
La comunità scientifica è concorde: sostenere che le creme solari siano tossiche o che l’esposizione al sole prevenga il melanoma è una falsità. Aureliano Stingi, biologo specializzato in oncologia, ha sottolineato che il legame tra esposizione ai raggi UV e tumori della pelle è uno dei fenomeni meglio caratterizzati in medicina. Le prove disponibili includono dati molecolari, sperimentazioni su animali, studi epidemiologici e trial clinici. Il video, invece, ha creato confusione, presentando dati in modo distorto. Gli autori dello studio, pur riconoscendo la correlazione, ne spiegano chiaramente la natura metodologica, non tossicologica. La crema solare non è un fattore di rischio, ma un mezzo di prevenzione. La sua corretta applicazione è essenziale per ridurre l’esposizione ai raggi UV e proteggere la pelle.
