La strage di Erba non vedrà un nuovo processo
I giudici della Corte d’Appello di Brescia hanno respinto la richiesta di revisione del processo per la strage di Erba.

La Corte d’Appello di Brescia ha respinto la richiesta di revisione del processo per la strage di Erba, confermando la condanna all’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi. I giudici hanno stabilito che le prove presentate dalla difesa non sono nuove e non possono giustificare un nuovo processo. La decisione, arrivata dopo tre gradi di giudizio, chiude definitivamente un’ipotesi di riconsiderazione che era stata avanzata da parte degli avvocati dei due coniugi.
Le prove non sono nuove
I giudici hanno chiarito che gli elementi portati in sede di revisione erano già stati valutati nel corso dei tre gradi di giudizio. La difesa aveva avanzato l’istanza basandosi su presunti errori commessi dagli investigatori e su nuove prove emerse negli anni. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che tali elementi non costituiscano una novità sufficiente a modificare la sentenza. La decisione è arrivata dopo una serie di udienze, tra cui una terza convocata il 10 luglio, durante la quale i giudici hanno definitivamente respinto la richiesta.
La strage di Erba e le vittime
La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto la morte di quattro persone: Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, sua madre Paola Galli e una vicina di casa, Valeria Cherubini. Tutti sono stati uccisi con coltelli e armi contundenti. Il marito di Cherubini, Mario Frigerio, è sopravvissuto grazie a una ferita alla gola. Gli investigatori hanno inizialmente concentrato le loro indagini su Azouz Marzouk, padre di Youssef, ma hanno poi rivolto l’attenzione a Olindo Romano e Rosa Bazzi, vicini di casa di Castagna e Marzouk.
I due coniugi furono arrestati il 8 gennaio 2007 e confessarono il delitto poco dopo. Durante gli interrogatori, hanno rivelato dettagli che solo chi aveva commesso gli omicidi poteva conoscere, come il movimento di Valeria Cherubini o l’uso di cuscini per soffocare le urla. Tuttavia, nei mesi successivi, hanno ritratto le loro dichiarazioni e si sono dichiarati innocenti. I carabinieri hanno trovato numerose prove contro di loro, tra cui tracce di DNA e sangue su un’auto, nonché la testimonianza di Mario Frigerio, che ha indicato Olindo Romano come autore dell’aggressione.
La condanna e la difesa
Olindo Romano e Rosa Bazzi furono condannati all’ergastolo in primo grado, una sentenza confermata dalla Corte d’Appello di Milano e infine dalla Cassazione. Durante i processi, hanno sempre sostenuto la loro innocenza. Anche Azouz Marzouk, inizialmente indicato come sospettato, ha cambiato idea e da anni si dice convinto della loro innocenza.
La difesa ha avanzato due richieste di revisione del processo, basate su presunti errori durante le indagini e su nuove prove emerse negli anni. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che tali elementi non siano sufficienti a modificare la sentenza. La revisione del processo è una procedura estrema prevista dal codice di procedura penale italiano, che richiede prove molto forti e una valutazione rigorosa da parte della Corte d’Appello.
La decisione dei giudici chiude definitivamente un’ipotesi di riconsiderazione, confermando la condanna di Romano e Bazzi. La strage di Erba rimane un caso di grande rilevanza giudiziaria e sociale, con conseguenze profonde per le famiglie delle vittime e per la comunità locale.
