Sempio accusato di omicidio per rifiuto sessuale, la Procura di Pavia apre un nuovo fronte
Sempio accusato di omicidio per rifiuto sessuale, la Procura di Pavia apre un nuovo fronte

La Procura di Pavia ha aperto un nuovo fronte nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Secondo l’atto presentato, Andrea Sempio è l’unico autore del delitto, aggravato dal fatto che la vittima avesse rifiutato le sue avance sessuali. L’ipotesi, che potrebbe modificare il verdetto passato in giudicato, è stata avanzata in vista dell’interrogatorio fissato al 6 maggio. La Procura sostiene che l’aggressione sia durata più di pochi minuti, con almeno 12 colpi alla testa e sulle scale, causando lesioni cranio encefaliche che hanno portato al decesso della ventiseienne.
Le prove e l’alibi mancante
Le prove a carico di Sempio sono molteplici e convergono. Il DNA estratto dalle unghie della vittima è compatibile con la linea paterna della famiglia Sempio. Inoltre, i tabulati telefonici mostrano che l’indagato era presente a Garlasco senza alibi. Lo scontrino del parcheggio a Vigevano, che Sempio ha mostrato come prova di distanza, risulta autentico ma non esclude l’omicidio avvenuto dopo. I carabinieri ritengono che non sia lui a averlo stampato, ma la consulenza di un’anatomopatologa ha stabilito che l’aggressione potrebbe essere avvenuta in un orario successivo a quello indicato nella sentenza precedente.
La ricostruzione dell’omicidio è dettagliata e precisa
Secondo l’atto, Sempio ha iniziato l’aggressione con una colluttazione, colpendo ripetutamente la vittima con un corpo contundente. La vittima è caduta a terra e è stata trascinata verso la cantina, dove è stata colpita nuovamente con almeno 3-4 colpi alla testa, causandole la perdita dei sensi. Dopo, il corpo è stato spinto lungo le scale, con ulteriori colpi alla nuca che hanno causato lesioni cranio encefaliche. L’aggressione è avvenuta in due fasi, con un’ora di morte ristretta a 18 minuti, ma la consulenza di un medico legale suggerisce un orario più vicino alle 11.30. L’omicidio, secondo la Procura, è stato motivato dal rifiuto sessuale della vittima e aggravato dalla crudeltà.
Le impronte e la Bpa
Un altro elemento probante è la Bpa eseguita dai Ris di Cagliari, che ha confermato la presenza di un solo killer e l’uso di un’unica arma. Le impronte insanguinate rilevate sulla scena del delitto sono compatibili con un’unica persona. La consulenza di un’anatomopatologa ha anche chiarito che l’aggressione è durata più di pochi minuti, in contrasto con la sentenza precedente che aveva stabilito un tempo più breve. La Procura di Pavia, inoltre, ha depositato consulenze che circostanziano le prove a carico di Sempio, rafforzando l’ipotesi di un delitto aggravato da motivi futili.
La difesa si prepara all’interrogatorio
La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha espresso cautela. Taccia ha dichiarato di valutare i passi più opportuni per la strategia difensiva, mentre Cataliotti ha scelto di non commentare prima di confrontarsi con il team e il cliente. L’interrogatorio fissato al 6 maggio potrebbe segnare un ulteriore passo nella ricostruzione del delitto di via Pascoli. La Procura di Pavia, con l’ausilio di consulenze e prove, cerca di ribaltare il verdetto passato in giudicato, ma il processo di revisione richiederà tempo.
