Processo per bancarotta a sette manager di Veneto Banca, tra ex ad e ex presidente in dibattimento

Sette manager di Veneto Banca finiti alla sbarra per bancarotta, tra ex ad e ex presidente in dibattimento

Il dibattimento per bancarotta ha avuto inizio a Treviso, con sette manager dell’ex popolare di Montebelluna finiti alla sbarra. Tra gli imputati figura l’ex amministratore delegato Vincenzo Consoli e l’ex presidente Flavio Trinca. L’accusa, avanzata dalla pm Gabriella Cama, punta su una gestione sconsiderata del credito che avrebbe portato al fallimento della banca e a un buco di 320 milioni di euro. L’udienza, la prima del dibattimento, ha visto sollevate e discusse alcune eccezioni, con il collegio che si è riservato la decisione sul merito, prevista per il 13 novembre.

Finanziamenti senza garanzie e indennizzi ingiustificati

La Procura di Treviso ha ricostruito un meccanismo che si snoda su due binari. Da un lato, finanziamenti milionari erogati senza garanzie a “sodali”, nonostante i rischi di insolvenza. Dall’altro, indennizzi ingiustificati riconosciuti a clienti e azionisti danarosi per il deprezzamento delle azioni. Tra i casi più clamorosi c’è quello della Vimet, ex colosso dell’oreficeria fallito nel 2017, che sarebbe stato “foraggiato” con 54 milioni di euro nonostante la previsione di perdita superasse il 92%. Il prestito sarebbe servito a estinguere i debiti contratti con la banca popolare di Vicenza, dissimulando la reale insolvenza della società.

Le operazioni sono state camuffate con tecnicismi bancari per occultare i rischi. In alcuni casi, il denaro sarebbe servito a coprire posizioni debitorie nei confronti della stessa Veneto Banca, che avrebbe ricevuto in cambio la sottoscrizione di azioni. Come nel caso dell’operazione finalizzata all’acquisto delle azioni della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana detenute dalla Cattolica Assicurazioni. La società si sarebbe impegnata a sottoscrivere l’aumento di capitale di Veneto Banca per un importo massimo di 10 milioni di euro, ma ne avrebbe rimesso più di 54 milioni.

Un processo con oltre 500 testimoni e 300 parti civili

Il processo, che si svolgerà a Treviso, vede oltre 500 testimoni attesi in aula e più di 300 parti civili ammesse. Tra i manager imputati, oltre a Consoli e Trinca, ci sono anche il condirettore Mosè Faggiani, Daniele Scavaortz, Mauro Angeli e Attilio Carlesso. Al termine dell’udienza preliminare, il gup Christian Vettoruzzo aveva pronunciato una sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell’avvocato Pierluigi Ronzani. Il dibattimento proseguirà con l’udienza prevista per il 13 novembre, quando il collegio si pronuncerà nel merito. Il caso di Michele Stiz ha suscitato particolare interesse. Oltre a “perorare la causa” delle proprie aziende, destinatarie di finanziamenti, avrebbe ottenuto una sovvenzione di 1,6 milioni per comprare un appartamento di lusso a Cortina. Queste alcune delle contestazioni da cui dovranno difendersi, a vario titolo, gli imputati.