Il caso Yara si complica: il figlio di Bossetti chiede un nuovo esame del Dna
Il figlio di Massimo Bossetti chiede un nuovo esame del Dna nel caso Yara, paragonando la vicenda a Garlasco.

Il caso Yara torna al centro del dibattito pubblico con le parole di Nicolas Bossetti, figlio di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio. Ospite per la prima volta in tv su Rai2, Nicolas ha espresso preoccupazioni sull’impianto dell’inchiesta e ha chiesto un nuovo esame del Dna, sostenendo che potrebbe esserci stato un errore. La vicenda, a suo dire, è «molto peggio di una Garlasco 2», un caso simile che non si sarebbe mai verificato in Italia.
Un’inchiesta segnata da errori giudiziari
Nel suo intervento, Nicolas Bossetti ha sottolineato come l’inchiesta sul caso Yara sia stata caratterizzata da mancanza di spazi per una difesa piena e da limitazioni nella possibilità di rivedere le verifiche sul Dna. Ha sottolineato che, secondo le sue parole, Ignoto 1, che si trova in carcere e che è indicato come «mio padre», non è stato oggetto di un’analisi completa. «Mio padre non è un assassino e ci posso mettere le mani sul fuoco», ha ribadito con fermezza.
La richiesta di rianalizzare il Dna
Il figlio di Massimo Bossetti, supportato anche dal legale del padre, l’avvocato Massimo Salvagni, ha chiesto che venga rianalizzata la traccia di Dna sul giubbotto di Yara, che ha portato alla condanna di Bossetti. Nicolas è convinto che un nuovo esame potrebbe dare un risultato diverso. «Se avessimo la possibilità di poter analizzare quel santo Dna – afferma Nicolas Bossetti – sono sicuro che non uscirebbe lo stesso esito», ha sottolineato.
Il caso Yara, che ha visto la condanna definitiva di Massimo Bossetti, rimane al centro delle polemiche. Nicolas, che continua a contestare l’impianto dell’inchiesta e la gestione degli esami sul Dna, ha anche invocato per il padre le stesse opportunità riconosciute in altri procedimenti. Ha osservato che, pur valendo il principio secondo cui la legge è uguale per tutti, nella pratica non tutti riceverebbero lo stesso trattamento. «Perché può anche essere vero che la legge è uguale per tutti ma sotto bisognerebbe aggiungere ‘non tutti sono uguali per la legge’», ha sottolineato.
Nel suo discorso, Nicolas ha espresso una forte convinzione che il padre non sia un assassino e che l’errore potrebbe essere stato commesso durante l’analisi del Dna. La richiesta di un nuovo esame, sebbene non possa modificare il verdetto di condanna, potrebbe aprire nuove possibilità di chiarimento e giustizia. Il caso Yara, con le sue complessità e le richieste di riconsiderazione, rimane un tema di forte dibattito nel panorama giudiziario italiano.
