Scontro tra Infante e Cassese su prove e scarpe di Stasi: “Ma quali prove cercavate?”
Scontro tra ex carabinieri e conduttore tv sul caso Garlasco: polemica su prove e scarpe di Stasi.

Il caso Garlasco ha visto un nuovo scontro tra Milo Infante e Gennaro Cassese, durante una trasmissione televisiva, sulle prove e le scarpe di Alberto Stasi. L’argomento ha suscitato polemiche e accuse reciproche, con Infante che ha sottolineato l’improprietà delle azioni dei carabinieri durante l’indagine. La discussione ha riguardato l’accesso al computer e alla consegna volontaria delle scarpe da parte di Stasi, con accuse di inquinamento delle prove e di mancanza di rispetto per le procedure investigative.
Le accuse di Milo Infante sulle prove e le scarpe
Milo Infante, ospite in trasmissione, ha interpellato Gennaro Cassese, ex capo dei carabinieri di Vigevano, sulle azioni compiute durante l’indagine sul delitto di Garlasco. L’ex conduttore ha sottolineato che, il 14 agosto 2007, i carabinieri avevano chiesto a Stasi le scarpe e il computer, che lui aveva consegnato volontariamente. Infante ha accusato i carabinieri di non aver cercato di preservare le prove, ma di averle danneggiate, con un 78% del contenuto del computer modificato. “Ma quali prove cercavate?” ha chiesto Infante, mettendo in dubbio l’obiettività delle azioni compiute.
La replica di Cassese: un decreto e un pm sul posto
Gennaro Cassese ha replicato sostenendo che l’accesso al computer e alla consegna delle scarpe era stato autorizzato da un decreto e non un atto di iniziativa. Ha spiegato che l’obiettivo era cercare materiale riconducibile a Chiara, la fidanzata di Stasi. “Noi siamo andati là con un decreto, non di iniziativa. Noi siamo andati là col pm sul posto”, ha sottolineato Cassese. L’ex capo dei carabinieri ha anche precisato che il computer era stato consegnato spontaneamente da Stasi, che all’epoca non era indagato.
Cassese ha inoltre sottolineato che, con le conoscenze informatiche acquisite nel tempo, condivide l’inopportunità di aprire quel computer. “Ma in quel momento è stato fatto solo per avere spunti investigativi”, ha aggiunto, cercando di giustificare le azioni compiute. Tuttavia, Infante ha continuato a metterlo in discussione, sottolineando che le scarpe erano state consegnate volontariamente e che non era stato fatto alcun tentativo per preservare le prove.
La tensione tra Infante e Cassese è cresciuta durante la discussione, con Infante che ha accusato i carabinieri di aver inquinato le prove e di aver permesso a Stasi di depistare le indagini. Infante ha sottolineato che Stasi e Chiara erano fidanzati da 4 anni, e che le scarpe erano state consegnate senza alcuna richiesta formale. L’ex conduttore ha anche sottolineato che, con le scarpe consegnate volontariamente, Stasi aveva avuto la possibilità di manipolare le prove.
Cassese ha cercato di difendersi, affermando che l’accesso al computer era stato autorizzato e che non era stato fatto alcun atto di iniziativa. “Allora, io chiedo a lei: secondo lei noi facciamo aprire un armadio ma prendiamo solo alcune scarpe e non tutte, solo quelle che ci consegna Stasi?” ha replicato, cercando di spiegare le motivazioni delle azioni compiute. Tuttavia, Infante ha continuato a metterlo in discussione, sottolineando che le scarpe erano state consegnate volontariamente e che non era stato fatto alcun tentativo per preservare le prove.
