La Russa disinnescato emendamento FdI: “Al 99% inammissibile”

La Russa annuncia inammissibilità dell’emendamento FdI sulle intercettazioni.

Presidente del Senato annuncia inammissibilità dell'emendamento FdI sulle intercettazioni
Presidente del Senato annuncia inammissibilità dell’emendamento FdI sulle intercettazioni

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha disinnescato un potenziale incidente di governo legato all’emendamento presentato da Forza Italia sulle intercettazioni. La decisione, annunciata durante un incontro con i cronisti, è stata resa pubblica con un chiaro messaggio: l’emendamento, che mira a estendere l’utilizzabilità delle intercettazioni a strascico, è considerato “al 99% inammissibile”. La Russa ha spiegato che la scelta è stata basata su una valutazione tecnica degli uffici, non su un giudizio politico. L’emendamento, presentato da FdI, era stato ripresentato in assemblea da gruppi di opposizione, tra cui il Pd e il Movimento 5 Stelle, rischiando di creare una nuova spaccatura in Parlamento.

Valutazione tecnica e non politica

La Russa ha sottolineato che la sua decisione non ha alcun valore politico, ma è il frutto di un’analisi tecnica effettuata dagli uffici competenti. “Mi sono, come si può dire, adagiato moltissimo sul giudizio tecnico degli uffici”, ha dichiarato. Secondo il presidente, l’emendamento non è compatibile con l’oggetto del decreto, che contiene solo norme organizzative. “Ho chiesto: ‘Questo emendamento sulle intercettazioni che grado di inammissibilità, improponibilità ha?’”, ha spiegato. Gli uffici hanno risposto che l’emendamento è “molto inammissibile”, con un grado di inammissibilità vicino al 100%. La Russa ha anche chiarito che non intende fare alcun strappo in materia, rimanendo fedele al ruolo che gli è stato assegnato.

Il presidente ha inoltre espresso il suo sentore che la maggioranza potrebbe riproporre un altro provvedimento in futuro, ma per ora non ha intenzione di apportare modifiche all’emendamento. “Non è, come ho letto su alcuni giornali, che tolgo le castagne dal fuoco alla maggioranza”, ha sottolineato. La decisione di La Russa è arrivata a poche settimane da una precedente spaccatura in Parlamento legata alla legge elettorale, e ha evitato un ulteriore divario all’interno del gruppo parlamentare.

Un’azione di prevenzione

La decisione di disinnescare l’emendamento non è solo una mossa strategica, ma anche una forma di prevenzione. La Russa ha spiegato che l’emendamento non è compatibile con l’oggetto del decreto, che non include norme relative alle intercettazioni. “E tranne quello 0,1%, che lascio solo per correttezza, così avverrà”, ha concluso. La Russa ha quindi garantito che l’emendamento non sarà mai approvato, evitando così un ulteriore conflitto all’interno del gruppo parlamentare. La sua scelta, pur non avendo un valore politico, ha contribuito a mantenere la coesione della maggioranza.

La Russa ha anche chiarito che non intende fare alcun strappo in materia, rimanendo fedele al ruolo che gli è stato assegnato. “Non è, come ho letto su alcuni giornali, che tolgo le castagne dal fuoco alla maggioranza”, ha sottolineato. La decisione di La Russa è arrivata a poche settimane da una precedente spaccatura in Parlamento legata alla legge elettorale, e ha evitato un ulteriore divario all’interno del gruppo parlamentare. La sua scelta, pur non avendo un valore politico, ha contribuito a mantenere la coesione della maggioranza.