Val di Susa, il dibattito non spiega perché i black bloc erano meglio disposti in campo della polizia
Scontri a Val di Susa: i black bloc sembravano meglio organizzati rispetto alle forze di polizia.

La manifestazione a Val di Susa, avvenuta il 29 luglio 2026, ha suscitato un dibattito acceso sulle condizioni di sicurezza e sull’organizzazione delle forze di polizia. I black bloc, presenti in numero significativo e con una posizione strategica, sembravano meglio disposti in campo rispetto alle unità di polizia. L’evento ha messo in luce questioni di sicurezza, organizzazione e risposte istituzionali, con il ministro dell’Interno chiamato a dare spiegazioni in Parlamento.
Organizzazione e preparazione dei black bloc
I black bloc, descritti come un “esercito dei neri d’Europa”, erano strutturati militarmente e sembravano disposti in modo simile a reparti mobili della Celere. Questo ha reso difficile per le forze di polizia gestire l’evento in modo efficace. La presenza di diversi gruppi, tra cui quelli con condivisione eversiva con cartelli piemontesi, ha reso l’evento particolarmente pericoloso. La mancanza di una risposta efficace da parte delle autorità ha alimentato le critiche. Le forze di polizia sono state colte quasi di sorpresa, nonostante si fosse avuta conoscenza in anticipo della manifestazione. La domanda sorge: se la Digos aveva percezione del curriculum di questi gruppi, era in grado di attivare il fermo preventivo?
La questione del fermo preventivo
Le autorità hanno chiesto se la Digos avesse avuto conoscenza in anticipo della manifestazione e se fosse in grado di attivare il fermo preventivo. La risposta a questa domanda potrebbe chiarire se le forze di polizia fossero state preparate o meno. Inoltre, si chiede se i black bloc, con radici francesi e presenza di cittadini da Spagna, Germania e Belgio, fossero stati identificati e fermati prima dell’inizio del corteo. La presenza di diversi gruppi, tra cui quelli con condivisione eversiva con cartelli piemontesi, ha reso l’evento particolarmente pericoloso. La mancanza di una risposta efficace da parte delle autorità ha alimentato le critiche e sollevato domande su come si possa migliorare l’organizzazione dell’ordine pubblico. La gestione delle forze di polizia deve essere valutata in modo oggettivo, senza pregiudizi. Il ministro dell’Interno è stato chiamato a dare risposte esaurienti, non solo per il caso specifico, ma anche per il sistema di sicurezza in generale. La questione non riguarda solo la gestione dell’evento, ma anche la capacità di prevenire futuri episodi simili.
La situazione a Val di Susa rimane un caso di studio per il dibattito pubblico e per la politica. L’evento ha messo in luce la necessità di una maggiore collaborazione tra le forze di polizia e le istituzioni per prevenire simili eventi. La mancanza di una risposta chiara e tempestiva ha alimentato il dibattito e ha reso necessario un confronto più approfondito su come gestire situazioni di tensione in contesti di protesta.
- Presenza di black bloc con armi offensive
- Organizzazione simile a reparti mobili della Celere
- Domande su fermo preventivo e identificazione dei manifestanti
