Rabbia: come evitare rischi durante le vacanze estive
Prevenzione e consigli per evitare la rabbia durante le vacanze.
Nel cuore delle partenze estive, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezia ha lanciato un allarme sulla rabbia, una malattia che, pur essendo eradicata in Italia, rimane un rischio in 150 Paesi nel mondo. La dottoressa Paola De Benedictis, direttrice del Centro di Referenza Nazionale per la Rabbia dell’IZSVe, ha spiegato che la malattia è presente nei cani e nei gatti in Africa, Medio Oriente, Asia e America, dove è legata a animali selvatici come carnivori e pipistrelli. La rabbia, che uccide una persona ogni nove minuti, colpisce soprattutto le popolazioni meno istruite e povere, che non hanno accesso o non richiedono la profilassi post-esposizione.
Prevenzione e misure di sicurezza
La rabbia, una zoonosi virale, è quasi sempre mortale una volta comparsi i sintomi nell’uomo. Per prevenirla, è fondamentale agire tempestivamente. La dottoressa De Benedictis ha sottolineato che la prevenzione al 100% è possibile con un intervento rapido. Prima di partire, è consigliabile recarsi presso i centri medici specializzati in medicina del viaggiatore e verificare la presenza di centri di vaccinazione antirabbica nel Paese di destinazione. In caso di morso o graffio a rischio, è necessario lavare la ferita per venti minuti sotto acqua corrente con sapone e disinfettante a base di iodio. Questa azione iniziale inattiva le particelle virali, ma non basta: è indispensabile rivolgersi a un centro specializzato.
Segni di allerta e comportamenti da evitare
I sintomi della rabbia nell’animale sono neurologici e comportamentali, come alterazione del comportamento, aggressività e cambiamento di voce. Questi segni si manifestano e peggiorano velocemente, nel giro di 2-4 giorni. La dottoressa De Benedictis ha ricordato che in Italia non esiste la rabbia, quindi sintomi indicativi di encefalite da soli non devono far sospettare la malattia, a meno che l’animale non abbia una storia di viaggi all’estero o abbia avuto una forte connessione con un animale malato, come nel recente caso bellunese. Per questo motivo, è sempre opportuno recarsi dal veterinario di fiducia per una visita clinica e eventuali approfondimenti.
La questione delle adozioni degli animali è emersa nel caso di un cane introdotto illegalmente in Veneto dal Marocco, risultato positivo alla rabbia dopo aver manifestato gravi sintomi neurologici. Questo episodio ha portato a misure straordinarie di sorveglianza in Veneto, con decine di persone sottoposte a profilassi preventiva e l’obbligo vaccinale per cani e gatti. La normativa europea è chiara e stringente sulle regole da rispettare prima di spostare un animale, con tempi e protocolli da seguire. Adottare un cucciolo da un paese terzo non può essere fatto semplicemente raccogliendo l’animale dalla strada.
Nel sud est asiatico, attenzione alle scimmie, poiché un loro graffio può considerarsi una possibile esposizione. Inoltre, è sempre meglio evitare di avvicinarsi a animali selvatici o randagi per fare fotografie o accarezzarli, soprattutto nei Paesi dove la malattia è ancora presente. La rabbia, pur essendo una delle malattie più antiche, rimane una minaccia quotidiana per milioni di persone in Africa, Asia ed Europa Orientale, dove i cani rappresentano il serbatoio principale e dove si registra un’alta percentuale di cani semi-padronali o randagi non vaccinati.
La profilassi post-esposizione è essenziale per prevenire la diffusione.
La normativa europea regola le adozioni di animali da Paesi esteri.
La dottoressa De Benedictis ha concluso che bisogna essere consapevoli dei rischi senza fare dell’allarmismo. La rabbia, pur essendo una minaccia reale, può essere evitata con misure preventive e una corretta gestione delle situazioni di contatto con gli animali. La prevenzione, in particolare nei Paesi dove la malattia è ancora presente, è la chiave per garantire vacanze in sicurezza.
