L’asteroide (44) Nysa ha tre lobi e una luna: una scoperta che rivoluziona la conoscenza del Sistema solare

Nuove immagini rivelano una struttura a tre lobi e una luna per l’asteroide (44) Nysa, con implicazioni sulla formazione del Sistema solare.

Immagini ad alta risoluzione dell’asteroide (44) Nysa mostrano una struttura a tre lobi e una luna, con dettagli superficiali rivelati da telescopi avanzati
Immagini ad alta risoluzione dell’asteroide (44) Nysa mostrano una struttura a tre lobi e una luna, con dettagli superficiali rivelati da telescopi avanzati

Un team internazionale di scienziati ha reso pubblica una scoperta senza precedenti: l’asteroide (44) Nysa, uno dei più grandi e luminosi della fascia principale, possiede una struttura a tre lobi e una piccola luna. La rivelazione, ottenuta grazie a immagini ad alta risoluzione con il Large Binocular Telescope e il Very Large Telescope, offre un’immagine dettagliata di un oggetto che ha incuriosito gli astronomi da oltre un secolo. La forma insolita e la presenza di un satellite finora sconosciuto potrebbero fornire importanti indizi sulla formazione e l’evoluzione del Sistema solare.

Una forma insolita e una luna rilevata

Le immagini, ottenute con la tecnica dell’ottica adattiva, hanno permesso di individuare una struttura complessa, con tre lobi distinti e una minuscola luna, denominata S/2026 (44) 1. La luna, con un diametro stimato di circa un chilometro, orbita a una distanza di almeno 170 chilometri dall’asteroide principale, il cui diametro è di 75 chilometri. «Abbiamo preso in prestito una tecnica specializzata da un altro campo dell’astronomia, nota come ‘imaging ad alto contrasto’, per rilevare la piccola luna la cui luce fioca era sovrastata dall’intensa luminosità dell’asteroide primario», spiega Gianluca Li Causi, ricercatore del team Shark-Vis presso l’Inaf.

Un modello tridimensionale dettagliato

Per comprendere meglio la forma dell’asteroide, gli scienziati hanno combinato le immagini ottenute con l’ottica adattiva con osservazioni fotometriche da osservatori in tutto il mondo. Hanno così generato un modello tridimensionale dettagliato di Nysa, che conferma la presenza di tre lobi distinti collegati da strette regioni di raccordo. «La spiegazione più plausibile è che Nysa sia o un sistema trinario a contatto, costituito da tre componenti collegate, oppure un corpo coerente estremamente irregolare, diverso da qualsiasi cosa abbiamo osservato in precedenza», afferma Kate Minker, prima autrice dello studio.

Le osservazioni hanno anche rivelato caratteristiche superficiali di grandi dimensioni, tra cui due valli prominenti che sembrano avvolgere la circonferenza dell’asteroide. Questi dettagli, insieme alla forma complessa, suggeriscono che Nysa potrebbe essere il risultato di un processo di accumulo a bassa velocità di frammenti provenienti da un’antica collisione, o addirittura i resti di una collisione hit-and-run tra corpi più grandi. «Per la prima volta, possiamo verificare direttamente se tali indizi indicano un corpo profondamente incavato o una vera e propria struttura multilobata», sottolinea Al Conrad del Large Binocular Telescope Observatory.

Implicazioni per la formazione del Sistema solare

La scoperta di Nysa potrebbe contribuire a comprendere i processi che hanno operato nelle primissime fasi della formazione del Sistema solare. Gli asteroidi di tipo E, con una composizione simile all’enstatite, potrebbero conservare tracce del Sistema solare interno, sia come planetesimi primitivi sia come frammenti crostali di protopianeti differenziati. «Comprendere l’origine di Nysa potrebbe far luce sui processi che hanno operato nelle primissime fasi della formazione del Sistema solare», afferma il team di ricerca.

Le future osservazioni del satellite appena scoperto permetteranno ai ricercatori di determinare con maggiore precisione la massa e la densità di Nysa, contribuendo a distinguere tra le teorie contrastanti sulla sua straordinaria struttura. La scoperta di Nysa rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione della storia e dell’evoluzione degli asteroidi, offrendo agli scienziati una prospettiva unica sulla formazione del Sistema solare.