Protezione civile bellunese esclusa dai fondi regionali, volontari chiedono intervento

Protezione civile bellunese esclusa dai fondi regionali, volontari chiedono intervento

Volontari bellunesi esclusi dai fondi regionali per protezione civile, chiedono intervento
Volontari bellunesi esclusi dai fondi regionali per protezione civile, chiedono intervento

La Protezione Civile del Bellunese si sente esclusa dai fondi regionali destinati al rinnovo del parco mezzi e all’acquisto di strumentazione operativa. I volontari, che operano in un territorio segnato da 6mila frane censite su 9mila totali del Veneto, esprimono rabbia e delusione per l’esito del bando regionale, che non ha incluso alcuna domanda proveniente dalla provincia. «Figli di nessuno», dice un volontario, mentre chiede all’assessora Elisa Venturini di visitare il territorio per comprendere le reali esigenze. La situazione ha suscitato preoccupazioni tra i gruppi locali, che temono di dover rinunciare a risorse necessarie per la formazione e la crescita dei volontari.

Le domande bellunesi non sono state finanziate

Il bando regionale, che ha messo a disposizione complessivamente 800mila euro, ha visto le prime 17 domande in graduatoria per il rinnovo del parco mezzi finanziate, con un totale di 560mila euro. La prima richiesta bellunese è arrivata al ventiseiesimo posto, mentre per l’acquisto di strumentazione, i primi 22 posti sono stati assegnati, con la posizione più utile del Bellunese al quarantaduesimo posto. Di conseguenza, nessun contributo è arrivato alle associazioni dolomitiche. «Non serve un’analisi particolare per capire che nessuna domanda bellunese è stata finanziata», sottolinea un volontario, che rileva come il 46% delle risorse sia andato a Padova, dove l’assessore regionale alla Protezione Civile, Elisa Venturini, ha il suo ufficio.

Le esigenze dei volontari diventano sempre più pressanti

La Protezione Civile del Bellunese, che opera in un contesto di alta criticità per le frane e la gestione delle emergenze, ha visto le sue esigenze rimanere del tutto inascoltate. «Avevamo l’impressione, fin dalla pubblicazione del bando, che sarebbero stati avvantaggiati i gruppi di nuova costituzione e i territori più popolosi», spiega un volontario. Tuttavia, le richieste locali non hanno trovato spazio. L’associazione Antelao, che aveva presentato una domanda per un motore per motopompa, ha sottolineato come l’attuale strumento abbia 25 anni e necessiti di sostituzione per garantire la sicurezza durante le emergenze. «I mezzi che abbiamo sono per la maggior parte del 2000 e del 2001», dice il coordinatore Giuseppe Frescura, che teme che la mancanza di finanziamenti possa portare a un calo della formazione e della crescita dei gruppi.

La delusione dei volontari si accompagna a un appello per un intervento immediato. «Dobbiamo fare squadra e far sentire la voce della montagna», dice Ivo Gasperin, coordinatore della Protezione Civile Ana Belluno. Ha già contattato l’assessore regionale Bond e l’ex assessore Bottacin, chiedendo di valutare l’ammissibilità del bando, che non ha incluso la domanda dell’Ana Belluno. Padova non ha gli stessi problemi che ha la montagna, sottolinea, invitando l’assessora Venturini a visitare il territorio per comprendere le reali esigenze. Venga a vedere le frane di Cancia e San Vito, conclude, sperando che la Regione possa rivedere i criteri utilizzati e trovare una soluzione per le associazioni locali.

La situazione ha suscitato preoccupazioni anche per la gestione delle emergenze e la formazione dei volontari. «Finito Vaia non abbiamo avuto neanche la possibilità di cambiare le divise e le scarpe dei volontari, in molti casi – continua Frescura -. E a livello provinciale non abbiamo visto il ripristino di molte delle attrezzature. Ora ci auguriamo che la Provincia, che ha a disposizione nuove risorse per i canoni idrici, possa finanziare anche la Protezione Civile». La mancanza di finanziamenti potrebbe portare a un calo delle capacità operative e di risposta alle emergenze, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei cittadini e sulla capacità di intervento dei volontari.