Proteste in Albania per il resort di Kushner: «Il governo ci ha derubato della nostra terra»
Proteste in Albania per il resort di Kushner: il governo accusato di aver derubato la terra.

L’Albania vive un momento di tensione dopo le proteste scatenate dal progetto di sviluppo del resort di Jared Kushner, in corso nella zona di Valona. I residenti, tra cui Aulon, un ingegnere di 38 anni, accusano il governo di aver loro sottratto la terra, con l’arrivo di infrastrutture e costruzioni che hanno danneggiato l’ambiente e la comunità. L’area, che era precedentemente protetta e ricca di natura, è diventata teatro di conflitti tra sviluppo e conservazione, con il Comune di Valona che ha sospeso i lavori per un periodo di tre mesi.
Un’isola sventrata e un’area non protetta
La penisola di Zvërnec, con i suoi pini e la sua laguna, è stata sventrata da operazioni di costruzione che hanno lasciato segni indelebili. Aulon, mentre raccoglie bottiglie di plastica lasciate dal cantiere, racconta come la terra, una volta sabbiosa e naturale, sia ora coperta da cemento e filo spinato. «Questa l’hanno fatto apposta per il resort, qui prima c’erano solo sabbia e aghi di pino», dice, sottolineando come l’area, sebbene dichiarata protetta, sia stata in realtà sfruttata per interessi economici.
La protesta è scaturita da un video circolato online, che ha portato centinaia di persone in piazza già a metà maggio. «Non abbiamo più niente da perdere. Noi siamo stati rimasti sconvolti, ma come puoi vendere un’isola? Immaginati Meloni vendere Lampedusa e tutto questo accadere in un bar», conclude Aulon, che vede nel progetto un simbolo di abuso di potere e di svendita del patrimonio nazionale.
Proprietà e frodi: il caso di Kostaq Konomi
Il sindaco di Zvërnec, Kostaq Konomi, denuncia come le terre siano state vendute a un soggetto fittizio, senza alcun consenso dei residenti. «Nessuno ci ha consultati e quando ci siamo ritrovati davanti agli occhi la recinzione con il filo spinato siamo rimasti sotto shock», racconta. L’81enne sostiene che il governo abbia derubato la comunità, consegnando la terra a un proprietario che non possiede documenti legali. L’inchiesta su Artur Shehu, il responsabile della vendita, è in corso per riciclaggio, narcotraffico e falsificazione di titoli fondiari.
La situazione si complica ulteriormente con l’arrivo di due progetti diversi, spesso conflittuali, che si concentrano sulla stessa area. Il resort di Kushner, con il suo investimento da 1,4 miliardi di euro, si scontra con l’altra operazione, legata ai fratelli qatarioti Ramez e Mohamad Al-Khayyat, che ha ottenuto due permessi di sviluppo in meno di otto mesi. La comunità, però, non si ferma: «Il patrimonio naturale è di tutti gli albanesi e non può essere svenduto», dice Arsela, avvocata rientrata da Bari. La protesta ha coinvolto centinaia di persone, con il Comune che ha sospeso i lavori per tre mesi. La comunità, però, non si ferma: «Il patrimonio naturale è di tutti gli albanesi e non può essere svenduto», dice Arsela, avvocata rientrata da Bari.
