Manifestanti assediano l’hub energetico di Mellitah: interrotto il flusso di gas per l’Italia

Manifestanti assediano l’hub energetico di Mellitah, interrotto il flusso di gas per l’Italia. La produzione è bloccata e si teme un blackout nazionale in Libia.

Proteste davanti all’hub energetico di Mellitah, manifestanti bloccano l’accesso all’impianto
Proteste davanti all’hub energetico di Mellitah, manifestanti bloccano l’accesso all’impianto

Il 28 luglio 2026, manifestanti hanno assaltato l’hub energetico di Mellitah, in Libia, causando il blocco totale della produzione e interrompendo il flusso di gas che alimenta le centrali elettriche del paese. L’impianto, situato a circa 90 chilometri a ovest di Tripoli, è un punto strategico per l’approvvigionamento energetico italiano, collegato alla Sicilia attraverso il gasdotto sottomarino Greenstream. L’azione ha scatenato preoccupazioni per un possibile blackout nazionale.

Interruzione del flusso energetico e rischi per la rete elettrica

L’assalto ha portato al blocco dell’accesso all’impianto e all’interruzione del flusso dei gasdotti che alimentano le centrali elettriche libiche. La National Oil Corporation (Noc) ha avvisato che il “perdurare di questa situazione” potrebbe aumentare il rischio di instabilità della rete elettrica nazionale. Secondo la società, “potrebbe portare allo spegnimento di altri generatori, aumentando la probabilità di interruzioni di corrente diffuse, o addirittura di un blackout nazionale, se la situazione non viene affrontata con urgenza”. La Noc ha chiesto alle autorità di intervenire urgentemente per “mettere in sicurezza il complesso industriale di Mellitah e proteggere i suoi impianti petroliferi, consentendo così alle squadre tecniche di riprendere le loro attività in sicurezza”. L’hub di Mellitah è uno dei punti chiave per l’approvvigionamento italiano, e la sua interruzione potrebbe avere ripercussioni significative anche in Italia.

Proteste per le interruzioni di corrente e richiesta di dimissioni del governo

I manifestanti, presenti in diversi centri della Libia occidentale, tra cui Zawiya, Tripoli e Misurata, protestano da diversi giorni contro le lunghe interruzioni di corrente che colpiscono queste città. Hanno chiesto miglioramenti nei servizi energetici e le dimissioni del governo di Unità guidato dal primo ministro Abdul Hamid Dbeibah. L’azione di assalto all’hub di Mellitah è un chiaro segno di frustrazione e di una crescente tensione sociale. L’impatto di questa situazione non è limitato alla Libia: l’hub di Mellitah, attraverso il gasdotto Greenstream, trasporta il gas naturale libico a Gela, in Sicilia. Questo collegamento rappresenta un’infrastruttura chiave per l’approvvigionamento energetico italiano, e la sua interruzione potrebbe influenzare anche l’Italia, pur se in modo meno diretto rispetto alla Libia.

Un momento critico per la stabilità energetica del paese

La situazione attuale mette a rischio non solo la produzione di gas, ma anche la stabilità energetica del paese. La Noc ha riferito che l’assalto ha portato al completo arresto della produzione del giacimento di El Feel e ha influenzato o interrotto, anche parzialmente, la produzione di Wafa. Questo potrebbe aggravare ulteriormente la crisi energetica già in atto. Le autorità locali sono chiamate a intervenire con urgenza per ripristinare l’ordine e garantire la sicurezza dell’impianto. La situazione richiede una risposta coordinata tra le istituzioni e le forze di sicurezza, al fine di evitare ulteriori danni e di riprendere le attività produttive in modo sicuro e rapido.