Produttori europei chiedono revisione dello scudo anti-acciaio, inefficace contro India e Cina

L’amministratore delegato di Cogne Acciai, Massimiliano Burelli, insieme ad altri produttori, sollecita l’UE a rivedere lo “scudo” anti-acciaio, inefficace contro l’India e la Cina. Il mercato europeo ha subito una flessione del 4,6% nel 2025.

Produttori di acciaio in un incontro a Bruxelles discutono strategie contro la concorrenza asiatica
Produttori di acciaio in un incontro a Bruxelles discutono strategie contro la concorrenza asiatica

Il 28 luglio 2026, Massimiliano Burelli, amministratore delegato della Cogne Acciai Speciali di Aosta, ha lanciato un appello all’Unione Europea per rivedere lo “scudo” anti-acciaio. Questo strumento era stato introdotto a luglio 2026 con l’intento di proteggere il settore europeo dalle importazioni aggressive provenienti da Cina e India, ma ha mostrato risultati limitati.

Problemi dello scudo anti-acciaio

Dopo un anno difficile nel 2025, caratterizzato da dazi imposti dall’amministrazione Trump e dalla concorrenza asiatica, il mercato dell’acciaio europeo ha registrato una flessione del 4,6%. Lo scudo era stato visto come un’opportunità di salvataggio per le aziende siderurgiche. Tuttavia, secondo i produttori, tra cui la Cogne Acciai, lo strumento non sta funzionando come previsto.

Un gruppo di aziende, che include Valbruna, Marcegaglia, Rodacciai, Ugitech, Deutsche Edelstahlwerke e Roldan, ha evidenziato un “buco” nei meccanismi di salvaguardia. L’India ha esaurito la sua quota di esportazioni in soli due giorni dal 2 luglio scorso, sfruttando appieno le norme che prevedono quote specifiche.

Effetti limitati e richieste di revisione

A meno di un mese dall’introduzione dello scudo, il 1° luglio, i produttori hanno chiesto una revisione del regolamento di esecuzione dell’Unione europea contro gli acciai asiatici. Dall’India, il taglio delle importazioni è limitato al 27,3%, nonostante la crescita significativa del mercato e i volumi già elevati.

Al contrario, le riduzioni delle importazioni dal Regno Unito sono state del 56,4% e dalla Svizzera del 41,1%. Questo dimostra che lo scudo sta funzionando principalmente contro questi paesi, piuttosto che contro i principali concorrenti asiatici.

Massimiliano Burelli ha guidato la redazione di una lettera indirizzata a Maros Sefcovic, commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica, evidenziando i dati che supportano le loro preoccupazioni. L’obiettivo è ottenere un intervento rapido da parte dell’UE per correggere le inefficienze dello strumento.

Parallelamente alla questione commerciale, la Cogne Acciai si trova a gestire anche una situazione interna complessa. L’azienda è chiamata a un nuovo tavolo con i sindacati Fim, Fiom e Uilm, oltre al locale Savt Met, per discutere il premio di risultato 2026 e l’accordo integrativo aziendale, disdettato dall’azienda il 1° luglio.

La situazione attuale mette in evidenza la necessità di un approccio più efficace da parte dell’Unione Europea per proteggere i produttori europei di acciaio dalla concorrenza asiatica, garantendo al contempo stabilità e crescita nel settore. La revisione dello scudo è cruciale per affrontare le sfide attuali del mercato.

In sintesi, l’appello dei produttori europei di acciaio sottolinea la necessità urgente di rivedere lo “scudo” anti-acciaio. La situazione richiede un’attenzione immediata da parte dell’UE per garantire che le misure adottate siano efficaci contro i principali concorrenti asiatici, come l’India e la Cina.

La collaborazione tra aziende europee è fondamentale per presentare una richiesta condivisa e ben supportata. La lettera inviata a Maros Sefcovic rappresenta un passo importante verso il raggiungimento di questo obiettivo, evidenziando la necessità di un intervento rapido e mirato.

La sfida per l’Unione Europea è duplice: proteggere i propri produttori da concorrenti aggressivi e garantire che le misure adottate siano giuste ed efficaci. La revisione dello scudo anti-acciaio potrebbe rappresentare un passo cruciale verso il raggiungimento di questi obiettivi.

La situazione interna della Cogne Acciai, con le trattative in corso con i sindacati, aggiunge ulteriore complessità alla sfida che l’azienda deve affrontare. Tuttavia, la risoluzione di queste questioni interne è essenziale per concentrarsi sulle strategie a lungo termine necessarie per competere efficacemente nel mercato globale.

In conclusione, il futuro del settore dell’acciaio europeo dipende dalla capacità dell’UE di adattare e migliorare le sue politiche commerciali. La collaborazione tra produttori e l’intervento tempestivo delle autorità europee sono fondamentali per affrontare le sfide poste dalla concorrenza asiatica.