Bar in calo, 24mila chiusi dal 2019: Confesercenti allerta su desertificazione commerciale
In Italia 24mila bar chiusi dal 2019, Confesercenti segnala un calo del 14,2% nel settore. L’allarme per la desertificazione commerciale.
Da 2019 a oggi, in Italia sono state chiuse 24mila attività di bar, con un calo del 14,2% nel settore. A Roma, la perdita è superiore al 30%, con oltre 2.800 bar in meno. L’allarme viene lanciato da Confesercenti, che ha analizzato i dati delle Camere di commercio e ha evidenziato un fenomeno che colpisce non solo le piccole città, ma anche i centri urbani. La riduzione delle attività ha un impatto sociale e economico significativo, con un costo stimato in oltre 7,2 miliardi di euro in sei anni, a causa di minori consumi, occupazione e gettito fiscale.
La desertificazione commerciale colpisce il Paese. La contrazione del settore si osserva in tutte le regioni, sebbene con intensità diverse. Il Centro registra la riduzione più marcata, con 7.323 bar in meno, pari a un calo del 20,8%. Seguono il Nord-est e il Nord-ovest, con una flessione del 16,3% e del 16,1%, rispettivamente. Nel Mezzogiorno, il calo è più contenuto, ma comunque negativo: -6,7% al Sud e -6,5% nelle Isole. In termini assoluti, la Lombardia perde il maggior numero di bar, con 4.957 chiusure, seguita dal Lazio (-4.405), Veneto (-2.806), Emilia-Romagna (-1.916) e Piemonte (-1.915). La variazione percentuale più elevata si registra nelle Marche, dove le attività sono diminuite del 25%, mentre nel Lazio il calo è del 23,9%.
Le cause della desertificazione commerciale
Secondo Confesercenti, la riduzione delle attività di bar è dovuta a diversi fattori. Tra i principali ci sono l’aumento dei costi di gestione, a partire da energia e materie prime, e la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. Altri elementi rilevanti sono il costo del lavoro, particolarmente elevato per attività con elevata intensità di manodopera, e gli effetti dello smart working, che ha ridotto la presenza quotidiana di lavoratori in molte zone dei centri urbani. Inoltre, le abitudini di consumo sono cambiate, e la distribuzione moderna e i servizi di consegna hanno aumentato la concorrenza.
La perdita di bar ha un impatto economico rilevante. Secondo le stime dell’associazione, nei sei anni considerati la perdita di bar si traduce in un impoverimento dei territori superiore a 7,2 miliardi di euro, considerando minori consumi, occupazione e gettito fiscale. Roma, in particolare, ha perso 2.827 bar dal 2019, con un calo superiore al 30%. Un dato che, secondo Confesercenti, non è stato arrestato neppure dall’elevato afflusso turistico registrato dalla città.
Un invito a reagire
Confesercenti chiede di sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione contro la desertificazione commerciale, con misure per favorire la rigenerazione delle città e dei centri abitati. “La presentazione dei dati sarà anche un invito a reagire”, afferma Nico Gronchi, presidente di Confesercenti. “Difendere le attività di prossimità significa difendere lavoro, servizi e luoghi in cui continuare a incontrarsi”. L’associazione presenterà nei capoluoghi italiani i dati relativi ai singoli territori, con l’obiettivo di mostrare più nel dettaglio l’evoluzione della rete commerciale.
La riduzione delle attività ha un effetto sociale e economico. Con la chiusura di bar, le città si impoveriscono di luoghi di ritrovo e socializzazione, riducendo la connessione tra i cittadini. L’associazione sottolinea che il fenomeno non riguarda solo i piccoli centri, ma anche i grandi centri urbani, dove i bar tradizionali sono sempre più rari. L’obiettivo di Confesercenti è sensibilizzare la popolazione e promuovere misure concrete per contrastare la desertificazione commerciale.
