Venezia affronta la sfida dei rifiuti: i turisti contribuiscono alla metà del totale
Venezia si confronta con una produzione di rifiuti influenzata dal turismo, che rappresenta oltre il 50% del totale. L’assessore Zuin e il consigliere Gasparinetti discutono su come gestire questo impatto economico.

La città di Venezia si trova ad affrontare una sfida significativa legata alla gestione dei rifiuti. Secondo i dati forniti da Veritas, più della metà delle immondizie prodotte nella città lagunare è attribuibile ai turisti. Questa situazione ha portato a un dibattito su come equilibrare il carico economico tra residenti e visitatori.
Impatto del Turismo sui Rifiuti
I dati rivelano che durante le settimane di pieno lockdown, quando Venezia era vissuta esclusivamente dai residenti, la percentuale dei rifiuti prodotti dai turisti scendeva al 50%. Questa cifra è tornata a salire con il ritorno del flusso turistico. Il consigliere di Terra e acqua, Marco Gasparinetti, sottolinea che il peso straordinario del turismo nella produzione dei rifiuti dovrebbe essere meglio ammortizzato attraverso l’imposta di soggiorno e un contributo d’accesso.
Gestione Economica della Tari
L’assessore Zuin, nel commentare la situazione, ha evidenziato che anziché apprezzare l’annullamento dell’aumento della Tari (la tassa sui rifiuti), si è scelto di criticare per non aver fatto abbastanza. Non esiste solo questa voce di bilancio, ha aggiunto, sottolineando che il Comune utilizza le entrate del turismo per finanziare la Tari.
Inoltre, l’ultima sentenza del Consiglio di Stato ha ordinato al Comune di motivare le ragioni dell’applicazione del metodo presuntivo nella gestione dei rifiuti. Questo aspetto giuridico aggiunge un ulteriore livello di complessità alla questione.
La relazione di Veritas, che confronta i dati pre-Covid con quelli durante la pandemia, è stata allegata a una delibera comunale. Durante il biennio successivo al 2019, si è registrato un crollo della produzione dei rifiuti pari al 33,98%. Questo calo ha permesso di annullare l’aumento previsto per la Tari nel 2026 grazie ai fondi del turismo.
Il Comune ha messo a disposizione circa 7 milioni per calmierare la Tari anche quando era disponibile solo l’imposta di soggiorno. Nonostante l’introduzione del ticket, la cifra è rimasta invariata, dimostrando un impegno costante nel gestire il problema.
La sfida per Venezia resta quella di trovare un equilibrio sostenibile tra le esigenze dei residenti e l’impatto economico del turismo. La discussione continua su come migliorare la situazione, con l’obiettivo di ridurre il carico sui cittadini veneziani.
La città lagunare deve affrontare anche le implicazioni legali derivanti dalla sentenza del Consiglio di Stato, che richiede una motivazione più dettagliata per l’applicazione del metodo presuntivo nella gestione dei rifiuti. Questo potrebbe influenzare le future politiche comunali.
Nonostante le difficoltà, Venezia ha dimostrato di essere proattiva nel cercare soluzioni innovative per mitigare l’impatto del turismo sui suoi servizi urbani. L’uso delle entrate turistiche per finanziare la Tari è un esempio concreto di come la città stia cercando di bilanciare le sue risorse.
La situazione attuale richiede una collaborazione tra amministrazione comunale, residenti e operatori del settore turistico per trovare soluzioni sostenibili. Solo attraverso un approccio congiunto sarà possibile affrontare efficacemente la sfida dei rifiuti a Venezia.
La città lagunare continua a essere un caso di studio interessante per altre metropoli che devono gestire l’impatto del turismo sui propri servizi urbani. Le soluzioni adottate da Venezia potrebbero offrire spunti utili anche per altre destinazioni turistiche.
