Pilota e collega trovati abbracciati dopo l’incidente, l’ultimo volo dell’ultraleggero in Calabria

Due avvocati trovati abbracciati dopo un incidente aereo in Calabria, l’ultimo tentativo del pilota.

Due corpi abbracciati in un'area montana dopo un incidente aereo, velivolo precipitato in Calabria
Due corpi abbracciati in un’area montana dopo un incidente aereo, velivolo precipitato in Calabria

Il 16 agosto 2026, Carlo Arnulfo e Angela Buccico, due avvocati romani, hanno perso la vita in un incidente aereo in Calabria. Il velivolo, un ultraleggero Tecnam P2008, è precipitato sui monti del Cosentino dopo un volo che aveva iniziato da Capo d’Orlando. I corpi dei due sono stati ritrovati abbracciati, un dettaglio che ha suscitato emozioni e domande su quanto accaduto. Le prime verifiche hanno escluso problemi al carburante, poiché i serbatoi erano ancora pieni. L’incidente, che ha causato la morte dei due, rimane avvolto nel mistero, con diversi aspetti da chiarire.

Le prime indagini e le ipotesi sull’incidente

Le prime analisi hanno escluso la pista dell’avaria per mancanza di carburante. Il velivolo aveva consumato non più di 20 litri al momento del rientro in Calabria, dopo essere stato rifornito all’Eremo di Giubiliana. I serbatoi, che hanno una capacità di circa 90 litri, erano ancora a più della metà. Questo ha escluso la possibilità di un problema legato al carburante. Tuttavia, diversi aspetti restano da chiarire, tra cui la strumentazione di bordo e le condizioni meteorologiche.

Le condizioni meteorologiche potrebbero aver giocato un ruolo cruciale nell’incidente. Secondo le prime ipotesi, il pilota Arnulfo potrebbe aver incontrato un banco di nebbia o di umidità, o addirittura un vero e proprio temporale, poco dopo aver oltrepassato Fuscaldo Marina. Il velivolo, che aveva volato a bassa quota fin dalla partenza, avrebbe seguito la costa per migliorare la visibilità. Tuttavia, una volta addentrato nell’entroterra cosentino, la scarsa visibilità non gli avrebbe permesso di evitare il costone di una montagna.

Le tecnologie di bordo e i dettagli da chiarire

Le indagini hanno rivelato che il transponder e la radio non davano segnale, mentre il sistema d’allarme Elt, che si attiva automaticamente in caso di schianto, è rimasto muto nonostante le batterie, con una durata di cinque anni, fossero state sostituite nel 2024. Non è stato attivato neppure il paracadute balistico, un dispositivo che serve a far discendere il velivolo in caso di necessità senza che la velocità aumenti. Il velivolo è caduto a vite, roteando su se stesso, e ha preso fuoco solo al contatto con il suolo. Le autopsie, in programma lunedì all’Istituto di Medicina Legale di Catanzaro, dovranno confermare se le vittime sono morte al momento dello schianto o a causa dell’incendio. Il Messaggero ha riferito che le vittime sarebbero morte già al momento dell’impatto, non a causa dell’incendio.

La Procura di Paola ha aperto un’indagine e ha nominato consulenti tra cui un ingegnere dell’Aeronautica militare. I periti hanno raggiunto i resti del velivolo insieme alle forze dell’ordine per una prima ispezione. L’analisi della scatola nera sarà determinante per comprendere le cause dell’incidente. L’ultraleggero, che era atterrato a Sibari da Roma il 10 agosto e ripartito verso la Sicilia con tappa all’Eremo di Giubiliana prima del rientro fatale, sarà trasferito nell’hangar dell’Aeronautica allo scalo di Crotone.